Mercato bianconero

Pape Matar Sarr, il profilo che piace alla Juventus

Massara lo conosce da tempo e lo voleva sin dai tempi del Milan: Sarr è cresciuto nel Tottenham dopo gli inizi al Metz e a Generation Foot.

Pape Matar Sarr, il profilo che piace alla Juventus

Pape Matar Sarr potrebbe essere uno dei nomi destinati ad animare il mercato della Juventus. Alle sue spalle c’è una storia che Ricky Massara conosce molto bene: nel 2022, quando era al Milan, il dirigente aveva infatti provato a portare il centrocampista senegalese in rossonero.

L’operazione non andò in porto perché Antonio Conte, allora sulla panchina del Tottenham, si oppose alla partenza in prestito del giovane talento: “Rappresenta il nostro futuro”. Una previsione che gli Spurs hanno poi confermato con i fatti, concedendo a Sarr uno spazio sempre maggiore fino a trasformarlo in uno dei centrocampisti più utilizzati della squadra.

Il primo anno londinese fu ancora di apprendistato, con appena 11 presenze in Premier League. Dalla stagione successiva, però, il suo percorso è cambiato rapidamente. Sarr ha conquistato minuti, responsabilità e fiducia, arrivando a collezionare 107 partite e 8 gol nel massimo campionato inglese. Un’esperienza importante in uno dei tornei più competitivi del mondo, che ha contribuito a completare un giocatore inizialmente conosciuto soprattutto per le sue qualità tecniche.

All’inizio della carriera il paragone più frequente era quello con Miralem Pjanic, soprattutto per la capacità di leggere il gioco e disegnare geometrie in mezzo al campo. Con la crescita, però, Sarr ha aggiunto alla propria identità una componente fisica sempre più importante. Oggi è soprattutto un centrocampista box-to-box, capace di muoversi da un’area all’altra e di garantire intensità per tutti i novanta minuti. Può ancora essere utilizzato come regista, ma il ruolo che sembra esaltarne maggiormente le caratteristiche è quello di mezzala, preferibilmente sul centro-destra.

La personalità è una delle sue qualità più evidenti. Sarr non si nasconde e non rinuncia a tentare la giocata difficile, anche quando comporta un margine di rischio. Il suo contributo più importante, però, arriva spesso nella fase di non possesso: sa interrompere le azioni degli avversari, aggredire gli spazi e recuperare palloni. Una volta riconquistata la sfera, il dinamismo gli permette di accompagnare l’azione e dare una mano anche nella costruzione.

Per capire da dove arriva il centrocampista bisogna tornare al Senegal. Sarr è nato il 14 settembre 2002 a Thiaroye, città di circa 160mila abitanti sorta come villaggio di pescatori e situata non lontano da Dakar. È lì che comincia a giocare prima di entrare nella Generation Foot, una delle accademie più importanti del calcio senegalese. Dalla stessa struttura sono usciti giocatori del calibro di Ismaila Sarr e, soprattutto, Sadio Mané.

Generation Foot ha un legame diretto con il Metz e proprio il club francese porta Sarr in Europa. Nell’estate del 2019 gli viene fatto firmare il contratto e il giovane centrocampista ha l’opportunità di lavorare con Frédéric Antonetti, tecnico particolarmente abile nel valorizzare i giovani. L’esordio in Ligue 1 arriva il 29 aprile 2020 contro il Brest, primo passo di un percorso destinato a portarlo rapidamente sotto i riflettori dei grandi club europei.

Nell’estate del 2021 intorno a Sarr si scatena una vera asta. Chelsea, Manchester City e Manchester United si interessano al senegalese, ma alla fine è il Tottenham ad aggiudicarselo per 16 milioni di euro più bonus. L’accordo prevede che il giocatore rimanga un’altra stagione al Metz: una promessa che gli Spurs mantengono prima di portarlo definitivamente a Londra. Qui arriva anche il tentativo del Milan, respinto da Conte, quindi la progressiva affermazione in Premier League.

Anche con la Nazionale senegalese il percorso è iniziato molto presto. Sarr debutta da titolare il 26 marzo 2021 nello 0-0 contro la Repubblica Democratica del Congo, gara di qualificazione alla Coppa d’Africa. Fa parte della rosa che conquista l’edizione 2021 senza però scendere in campo e quattro anni dopo è finalista, pur con un minutaggio ridotto. Al Mondiale 2026 trova invece spazio da titolare in due partite, contro Norvegia e Belgio. Il bilancio complessivo con il Senegal è di 42 presenze e 4 gol.

Dalle strade di Thiaroye alla Premier League, passando per Generation Foot e Metz, Sarr ha costruito passo dopo passo il proprio percorso. Ora davanti a lui potrebbe aprirsi un’altra tappa, questa volta in Italia. E Massara, che aveva già intuito le sue potenzialità quattro anni fa, lo conosce bene.