Crollo viola

Fiorentina, serata da incubo: il Frosinone passa 3-0

Nel giorno del Centenario la Fiorentina crolla al Franchi: sette gol subiti in due gare e fischi del pubblico dopo il ko.

Fiorentina, serata da incubo: il Frosinone passa 3-0

Il Centenario che doveva celebrare la storia della Fiorentina finisce nel peggiore dei modi. Al Franchi, davanti a tanti protagonisti del passato viola, arriva una sconfitta pesantissima contro il Frosinone, neopromosso e capace di imporsi con un netto 3-0. Dopo il 4-0 rimediato all’Olimpico contro la Roma, la squadra di Grosso incassa altri tre gol e chiude le prime due giornate con sette reti al passivo. Un avvio da incubo, reso ancora più amaro dalla serata di festa preparata per celebrare i cento anni del club. In tribuna ci sono anche campioni come Batistuta e Rui Costa, mentre al fischio finale il Franchi manifesta tutta la propria delusione.

Grosso prova a cambiare volto alla squadra dopo il disastro dell’esordio e modifica cinque uomini rispetto alla trasferta di Roma: dentro Pongracic, Jimenez, Valdepenas, Oulai e Gudmundsson, con Atta nuovamente impiegato in mediana. Kean, sempre più vicino al Como, non viene convocato e assiste alla gara dalla tribuna. Sul fronte opposto Alvini sorprende con Masini e Oyono dal primo minuto e affida il peso dell’attacco a Raimondo, destinato a diventare il grande protagonista della serata.

Il risultato all’intervallo racconta però solo una parte della storia. La Fiorentina costruisce tanto, ma non riesce a concretizzare. Mastantuono e Valdepenas colpiscono due pali, Gudmundsson va in rete ma il gol viene annullato per un fuorigioco evidente e lo stesso numero 11 spreca altre due opportunità. Anche la rabona tentata da Mastantuono dopo pochi minuti accende gli applausi del pubblico, senza però trovare spazio nel tabellino.

Il problema, per la Viola, è soprattutto dall’altra parte del campo. Il centrocampo protegge poco la difesa e gli uomini di Alvini trovano spazi invitanti ogni volta che ripartono. Al 26’ arriva così il vantaggio: Kvernadze può crossare con troppa libertà perché Ndour non lo contrasta a dovere, Raimondo viene lasciato solo da Pongracic, schierato a sinistra, e firma l’1-0. Dodici minuti più tardi il Frosinone raddoppia. Da un calcio d’angolo nasce la zuccata di Bracaglia, perso di vista da Dragusin, che porta i ciociari sul 2-0.

La Fiorentina continua a proporre calcio, soprattutto grazie alle accelerazioni e alle giocate verticali, ma la qualità offensiva non basta se dietro regna il caos. Oulai mostra buone qualità con il pallone, ma appare troppo leggero nel duello fisico e non garantisce il filtro necessario. Anche Jimenez rischia grosso per una manata a Bracaglia, gesto di reazione che avrebbe potuto costargli il rosso. Da rivedere anche il contatto in area tra Dragusin e Monterisi nei primi minuti.

Il Franchi torna dagli spogliatoi aspettandosi una reazione. Invece è il Frosinone a piazzare il colpo definitivo. Dopo circa un’ora Grosso prova a cambiare l’inerzia inserendo Viery e Fagioli, con quest’ultimo utilizzato per la prima volta insieme a Oulai e schierato da mezzala. Ma il copione non cambia. I ciociari, intanto, perdono Fini all’intervallo e inseriscono Zerbin.

Al 22’ arriva il terzo gol, ancora firmato da Raimondo. Bracaglia inventa un lancio perfetto, il centravanti controlla di destro e conclude di sinistro, battendo nuovamente la difesa viola. Nella stessa azione Schmid si concede anche un tunnel ai danni di Oulai: una giocata che fotografa bene il momento della Fiorentina, ormai incapace di reagire.

Mastantuono è l’ultimo a arrendersi e prova ancora a riaprire la partita con qualche iniziativa personale, ma nemmeno l’ultimo rimescolamento di Grosso produce l’effetto sperato. Brescianini e Mandragora entrano in mezzo, Atta viene avanzato, ma il gol non arriva. L’ultima occasione capita a Pellegrino, che calcia fuori.

Per il Frosinone è una serata da ricordare: la prima vittoria dopo il ritorno in Serie A arriva in uno degli stadi più prestigiosi e nella notte più celebrata dalla Fiorentina. Per la Viola, invece, il Centenario si trasforma in un campanello d’allarme enorme. La difesa concede troppo, il centrocampo filtra poco e davanti manca concretezza. E con Kean vicino all’addio, la necessità di un altro attaccante diventa ancora più evidente: Paratici insiste per Zirkee. Al Franchi, intanto, tornano ad affacciarsi i fantasmi della stagione scorsa.