Serie A

Milan, buon esordio per Amorim: i punti salienti

Gli spunti più interessanti che ci lascia Torino-Milan

Milan, buon esordio per Amorim: i punti salienti

Il Milan inaugura la stagione 2026-27 con una vittoria convincente per 1-2 sul campo del Torino di Ignazio Abate. Un successo che va oltre il risultato e che restituisce ai rossoneri una prima fotografia incoraggiante del nuovo corso targato Ruben Amorim. Sotto gli occhi del patron Cardinale, il Milan ha mostrato un’idea di calcio precisa, coraggiosa e ancora inevitabilmente da perfezionare.

Amorim ha confermato il 3-4-2-1 già provato nel precampionato, apportando però alcune novità. De Winter ha completato la difesa con Gila e Pavlovic, mentre Musah ha affiancato Jashari in mezzo al campo. Sugli esterni hanno agito Chukwueze ed Estupinan, con Cissè e Loftus-Cheek alle spalle di Gonçalo Ramos.

Fin dai primi minuti è apparso evidente uno dei principi del nuovo Milan: non buttare mai via il pallone. La squadra ha cercato di costruire dal basso, anche in situazioni rischiose, sviluppando rapidamente il gioco verso le fasce. Un atteggiamento molto diverso dalla prudenza vista negli ultimi anni, che richiederà naturalmente tempo per essere assimilato completamente.

Non sono mancate alcune imperfezioni. In particolare, le distanze tra i difensori e gli esterni di centrocampo sono sembrate talvolta eccessive, concedendo al Torino qualche spazio nelle ripartenze. I granata, tuttavia, hanno faticato a creare vere occasioni da gol nella prima frazione.

La nota più positiva è stata Cissè. Il giovane trequartista ha mostrato tecnica, personalità e capacità di puntare l’uomo, diventando rapidamente una delle principali minacce offensive del Milan. Al 64′ ha trovato anche il gol dell’1-0 con uno splendido destro a giro su assist di Rabiot, coronando un esordio ufficiale da sogno.

Meno brillante Loftus-Cheek, apparso poco coinvolto negli spazi stretti. Decisamente diverso l’impatto di Rabiot, entrato nella ripresa insieme a Modric: il francese ha cambiato ritmo alla squadra e ha partecipato direttamente a entrambe le reti, segnando poi il definitivo 0-2.

Buono anche l’esordio di Gonçalo Ramos, costretto a fare i conti con la marcatura fisica di Ismajli. Il portoghese ha combattuto, è venuto incontro ai compagni e ha sfiorato il gol nella ripresa.

I numeri raccontano un Milan ancora in costruzione: 59% di possesso complessivo e 19 conclusioni. Ma più delle statistiche conta la sensazione di una squadra con un’identità nuova. Amorim dovrà correggere le amnesie difensive e migliorare i meccanismi offensivi, ma la direzione sembra tracciata.

Ora appuntamento venerdì sera a San Siro contro il Venezia. Per il Milan sarà il primo vero test davanti al proprio pubblico e un’altra occasione per dimostrare che il sole, finalmente, può essere davvero sorto sul nuovo corso rossonero.