La nuova Lazio di Gennaro Gattuso non poteva immaginare un debutto ufficiale più complicato. Il Mantova espugna l’Olimpico per 2-0 e manda subito al tappeto i biancocelesti, eliminandoli dalla Coppa Italia già ai trentaduesimi di finale. Un ko pesante non soltanto per il risultato, ma soprattutto per il modo in cui è maturato, con la squadra apparsa incapace di reagire e di trovare soluzioni offensive efficaci. Per Gattuso, arrivato sulla panchina laziale al posto di Maurizio Sarri, l’esordio in una gara ufficiale si trasforma così in un brusco bagno di realtà.
La Lazio, appena pochi mesi fa, aveva raggiunto la finale della competizione. Questa volta, invece, il cammino si è interrotto immediatamente contro una formazione di categoria inferiore, capace di sfruttare le proprie occasioni e di mettere in evidenza tutte le difficoltà della squadra romana. Un risultato che ha fatto rapidamente perdere la pazienza ai tifosi, già preoccupati per le prospettive della stagione ormai alle porte.
Gattuso subito sotto accusa
Il primo bersaglio della contestazione è inevitabilmente diventato Gattuso. Sui social network sono comparsi decine di messaggi particolarmente duri nei confronti dell’allenatore, al quale viene imputata soprattutto la difficoltà nel dare un’identità alla squadra.
«Rino Gattuso questa sera deve rassegnare le dimissioni», ha scritto un tifoso su X, sintetizzando un sentimento condiviso da molti altri sostenitori. Un altro ha rincarato la dose con un semplice «via da Roma», mentre qualcuno ha scelto l’ironia per commentare la serata negativa.
«Se da una partita a eliminazione diretta dipendesse la mia vita so di certo chi non chiamerei», il messaggio di un altro tifoso, con un riferimento evidente anche alla recente esperienza di Gattuso sulla panchina della Nazionale italiana e alla mancata qualificazione ai playoff Mondiali.
Ironia e paura per la stagione
La delusione si è trasformata rapidamente anche in sarcasmo. «Mettere insieme in campo Ratkov, Noslin e Belayhane per recuperare una partita è come prendere paletta e secchiello per costruire il Ponte sullo Stretto», ha scritto un sostenitore, fotografando con una battuta il malcontento per le scelte effettuate durante la partita.
Non è mancato nemmeno chi ha preferito sdrammatizzare: «meno male che stavo a guarda’ l’atletica». Ma dietro l’ironia si nasconde una preoccupazione molto più concreta per quello che attende la Lazio nelle prossime settimane.
«Siete sicuri che in Serie A ci siano tre squadre inferiori alla Lazio di Gattuso?», si è chiesto un altro tifoso. Una domanda che fotografa bene il clima che si è creato attorno alla squadra dopo appena una partita ufficiale.
Un campanello d’allarme
La sconfitta contro il Mantova non rappresenta certamente una sentenza definitiva sulla stagione della Lazio, ma l’eliminazione immediata dalla Coppa Italia è un campanello d’allarme che Gattuso dovrà raccogliere rapidamente. Il nuovo tecnico ha ora il compito di correggere gli errori emersi all’Olimpico, ritrovare fiducia e soprattutto dare alla squadra un’identità più solida.
Il tempo per farlo non è infinito. La Serie A è ormai alle porte e, dopo una serata del genere, la Lazio dovrà trasformare immediatamente la rabbia e la delusione in una reazione sul campo. Perché l’avventura di Gattuso nella Capitale è appena cominciata, ma la pressione, quella sì, è già altissima.