L’obiettivo

Cobolli, il sogno delle Finals passa da Lione

Dopo un'estate complicata, cerca in Francia i punti e la fiducia necessari per entrare tra gli otto Maestri: esordio contro Wawrinka.

Cobolli, il sogno delle Finals passa da Lione

Il traguardo più prestigioso della carriera è ormai a portata di mano, ma per raggiungerlo servirà un ultimo sforzo. Flavio Cobolli si prepara a vivere tre settimane che potrebbero cambiare definitivamente la sua dimensione nel tennis mondiale. In palio c’è la qualificazione alle ATP Finals di Torino, il torneo riservato agli otto migliori giocatori della stagione, un appuntamento che rappresenterebbe la consacrazione di un 2026 già straordinario. Il romano ha costruito un vantaggio importante sugli inseguitori, ma adesso deve difenderlo proprio nel momento in cui la pressione comincia a farsi sentire.

La situazione nella Race è favorevole. Considerando l’assenza forzata di Jannik Sinner, che avrebbe occupato la seconda posizione ma ha già concluso la stagione, Cobolli è virtualmente quarto nella corsa alle Finals, alle spalle di Alexander Zverev, Carlos Alcaraz e Ben Shelton, tutti già qualificati. L’attuale numero 6 del mondo ha raccolto 3.540 punti, con un margine di 660 su Alex de Minaur, primo tra i giocatori che resterebbero esclusi. Un vantaggio significativo, ma non ancora sufficiente per considerare chiusa la battaglia.

La concorrenza resta infatti numerosa. Fino al quindicesimo della Race, Jakub Mensik, distante 1.045 punti, esistono ancora possibilità matematiche di qualificazione. Il calendario offre agli inseguitori un ATP 500, tra Basilea e Vienna, e l’ultimo Masters 1000 della stagione, quello di Parigi-Nanterre, in programma dal 2 novembre. Una combinazione di appuntamenti che potrebbe modificare sensibilmente gli equilibri della classifica.

Per questo motivo Cobolli ha deciso di cambiare i propri programmi, aggiungendo il torneo ATP 250 di Lione agli impegni delle prossime settimane. Una scelta dettata dalla necessità di mettere al sicuro la qualificazione, considerando che il bottino attuale sarebbe stato sufficiente per entrare alle Finals nel 2022 e nel 2023, ma non nelle ultime due edizioni.

In Francia l’azzurro è la prima testa di serie e, dopo aver usufruito di un bye al primo turno, debutterà oggi contro Stan Wawrinka, protagonista di una carriera impreziosita da tre titoli del Grande Slam nell’epoca dominata dai Big Three. Un avversario di enorme esperienza, anche se Cobolli ha vinto entrambi i precedenti confronti diretti. Nel tabellone figurano anche due inseguitori nella Race, Taylor Fritz e Tommy Paul, a conferma dell’importanza del torneo nella corsa verso Torino.

L’obiettivo è duplice: conquistare punti preziosi e ritrovare quella fiducia che negli ultimi mesi è venuta meno. In caso di successo finale a Lione, Cobolli salirebbe a 3.790 punti, una quota che renderebbe la qualificazione alle Finals estremamente probabile. Ma oltre ai numeri, il romano ha bisogno soprattutto di tornare a vincere con continuità.

La prima parte del suo 2026 era stata infatti di altissimo livello. Il successo di Acapulco a febbraio, la finale di Monaco di Baviera ad aprile e soprattutto quella raggiunta al Roland Garros, persa soltanto al quinto set contro Zverev, avevano proiettato Cobolli in una nuova dimensione. Proprio la cavalcata parigina aveva rappresentato il momento della definitiva maturazione, aprendogli le porte della top ten e trasformandolo in uno dei protagonisti della stagione.

Una sconfitta, quella nella finale dello Slam francese, che il romano non ha ancora dimenticato. «No, non credo che accadrà mai di dimenticare quella sconfitta — disse a margine della Laver Cup — però credo di saper accettare molto bene le cadute, anche se quella è una di quelle che resterà per sempre. Però spero e sono convinto di poter avere un’altra possibilità per giocare una partita del genere».

Dopo i quarti di finale a Wimbledon, però, qualcosa si è inceppato. La nuova posizione nel ranking, le aspettative crescenti e la prospettiva concreta di partecipare alle Finals hanno finito per condizionare il rendimento dell’azzurro. Nei sei tornei disputati dopo Londra, Cobolli è stato eliminato quattro volte all’esordio, comprese le ultime due apparizioni a Pechino e Shanghai. Un rallentamento che non cancella quanto costruito nei mesi precedenti, ma che rende ancora più delicato il finale di stagione.

Lo stesso giocatore ha riconosciuto di aver avvertito il peso del traguardo. «Voglio fortemente Torino, forse ho avvertito un po’ troppo la pressione, ora devo gestirla in modo diverso. Sicuramente questa è stata una stagione di svolta, ho lavorato molto sull’aspetto tecnico, fuori dal campo e in palestra, sapevo di doverci mettere anche qualcosa a livello mentale ma non ci sono riuscito fino in fondo. Non ci nascondiamo, le Finals sono un obiettivo che sogno da tanto tempo — ha confessato — la stagione si è messa veramente bene, ho giocato tante partite, ho giocato tante partite di livello, ho vinto tante partite di livello. Sono pronto a lottare per Torino in questi ultimi tornei, spero di guadagnarmi la possibilità di giocare con tutti quei grandi campioni».

La Francia, teatro della sua più grande impresa stagionale, diventa così il punto di partenza dell’ultima volata. Cobolli ha già dimostrato di poter competere con i migliori, ma adesso deve superare l’ostacolo forse più difficile: gestire la pressione di un sogno che sta per diventare realtà. Torino è vicina, il vantaggio sugli inseguitori è consistente e il destino resta nelle sue mani. Servono ancora qualche vittoria e la capacità di ritrovare il tennis che lo ha portato tra i grandi. Perché dopo una stagione di crescita straordinaria, il romano vuole regalarsi il palcoscenico più esclusivo del circuito.