Il confronto tra Ferrari e Mercedes è ormai il tema centrale del Mondiale di Formula 1. Dopo le ultime gare, la Rossa si è guadagnata sul campo il ruolo di principale antagonista della scuderia di Brackley, anche se a Maranello prevale ancora la prudenza. A certificare la crescita del Cavallino è stato persino Toto Wolff, che ha indicato proprio la Ferrari come la rivale più credibile nella corsa ai titoli.
Il team principal della Mercedes ha ricordato un pensiero espresso già un anno fa, quando immaginava il nuovo ciclo regolamentare: se la sua squadra non dovesse vincere, preferirebbe vedere trionfare proprio la Ferrari. Un attestato di stima che non cancella però la durezza della sfida. Wolff ha riconosciuto il vantaggio Mercedes sul fronte della power unit, ma ha anche ammesso come la monoposto di Maranello sia oggi estremamente competitiva e, soprattutto, più affidabile rispetto alla W17, condizionata da diversi problemi tecnici nelle prime gare della stagione.
Nonostante ciò, il manager austriaco resta convinto della forza della sua squadra: senza l’ingresso della Virtual Safety Car a Spa, secondo lui, la Mercedes avrebbe conquistato una vittoria ancora più netta. Un’affermazione che fotografa la fiducia della scuderia tedesca, pur nella consapevolezza che la Ferrari abbia ormai colmato gran parte del divario.
A Maranello, invece, Frédéric Vasseur continua a mantenere un profilo basso. Il team principal francese evita accuratamente di parlare di lotta iridata e ribadisce come due successi non bastino per cambiare gli obiettivi o il metodo di lavoro della squadra. La Ferrari sa di aver compiuto importanti passi avanti, ma è altrettanto consapevole che la Mercedes resta il punto di riferimento.
I numeri raccontano infatti un equilibrio solo parziale. Nel campionato Costruttori il Cavallino paga ancora 73 punti dalla vetta, con due vittorie contro le otto conquistate dalla Mercedes e senza alcuna pole position, mentre la scuderia tedesca è partita davanti in tutte le qualifiche disputate finora.
Le prestazioni offerte a Silverstone e Spa-Francorchamps, però, hanno cambiato la percezione del potenziale della SF-26. Due circuiti che, sulla carta, avrebbero dovuto penalizzare la Ferrari per le caratteristiche del motore, ma che invece hanno evidenziato una monoposto competitiva anche su piste teoricamente poco favorevoli. Gli aggiornamenti introdotti durante la stagione, compresi quelli sulla power unit, hanno dato i risultati sperati e un ulteriore pacchetto evolutivo è già previsto dopo la pausa estiva.
Proprio gli sviluppi tecnici sono diventati terreno di confronto tra i due team principal. Wolff aveva osservato come la Ferrari avesse introdotto numerosi aggiornamenti nel corso della stagione, facendo anche un riferimento al rispetto del budget cap. Dichiarazioni che hanno provocato l’immediata replica di Vasseur, infastidito da quelle che ha interpretato come insinuazioni. Il manager Mercedes ha poi precisato di non aver mai parlato di irregolarità, limitandosi a sottolineare il grande lavoro svolto dagli ingegneri di Maranello.
Dietro il duello in pista si nasconde anche una rivalità politica sempre più accesa. Wolff e Vasseur sono amici da oltre vent’anni, ma oggi rappresentano due squadre che difendono interessi spesso opposti. Dalle future regole sulle power unit fino ai temi tecnici e regolamentari, i due si trovano frequentemente su fronti diversi. La stima reciproca resta, ma la battaglia per il titolo ha inevitabilmente raffreddato anche il loro rapporto.
Con il Gran Premio d’Ungheria alle porte e il giro di boa della stagione ormai vicino, Ferrari e Mercedes si preparano a una seconda parte di campionato che promette spettacolo. La Rossa ha ritrovato competitività e fiducia, la Mercedes conserva il vantaggio costruito nella prima metà dell’anno. La sensazione è che la vera corsa al Mondiale sia appena iniziata.