Gli Stati Uniti continuano a sognare in grande nel Mondiale di casa, ma il prossimo ostacolo riporta inevitabilmente alla mente una statistica che negli ultimi anni ha accompagnato la nazionale a stelle e strisce. Questa notte, alle 2 italiane, la formazione di Mauricio Pochettino affronterà la Bosnia-Erzegovina a Santa Clara, nei pressi di San Francisco, con in palio un posto nei quarti di finale. Sulla carta gli americani partono favoriti, ma il peso delle precedenti sfide contro le nazionali europee alimenta qualche timore nell’ambiente.
Negli Stati Uniti il calcio sta vivendo un momento di popolarità senza precedenti. Il Mondiale organizzato in casa ha acceso definitivamente l’entusiasmo del pubblico. Eppure, proprio quando dall’altra parte del campo c’è una squadra europea, riaffiorano dubbi e numeri poco incoraggianti.
La serie negativa è ormai arrivata a dieci sconfitte consecutive contro rappresentative UEFA. Tutto è iniziato agli ottavi del Mondiale 2022, quando l’Olanda eliminò gli americani con un netto 3-1. Da allora sono arrivati altri ko contro Germania, Serbia, Slovenia, Svizzera, Belgio, Portogallo, Turchia, ancora Germania e infine la Turchia nella fase a gironi di questa Coppa del Mondo.
Il dato, però, merita qualche approfondimento. Diverse di quelle partite sono state disputate durante i tradizionali raduni di gennaio, fuori dalle finestre FIFA, quando molti dei migliori giocatori impegnati nei campionati europei non erano disponibili. In altre occasioni, invece, gli Stati Uniti hanno affrontato gli avversari con formazioni largamente rimaneggiate. L’ultimo esempio è proprio la sconfitta contro la Turchia nel girone del Mondiale, arrivata con la qualificazione già in tasca e ben nove titolari lasciati inizialmente a riposo. Anche il pesante 4-0 subito dalla Svizzera un anno fa maturò con una squadra sperimentale e lontana dall’undici tipo.
Riducendo l’analisi alle sfide disputate con la miglior formazione disponibile contro le principali nazionali europee, il bilancio resta comunque deficitario. Negli ultimi dieci anni gli Stati Uniti hanno ottenuto una sola vittoria significativa, quella contro l’Irlanda del Nord nel 2021. Un rendimento influenzato anche dal nuovo calendario internazionale, visto che la Nations League ha drasticamente ridotto le amichevoli di alto livello tra Europa e resto del mondo.
Il presente, però, racconta una squadra diversa. Pochettino ha costruito una nazionale giovane, intensa e coraggiosa, capace di imporre ritmi elevati e un calcio offensivo che ha conquistato pubblico e addetti ai lavori. Davanti ai propri tifosi, gli americani vogliono dimostrare di poter competere finalmente con le grandi potenze del calcio mondiale.
La buona notizia arriva dall’infermeria. Christian Pulisic ha recuperato dai problemi fisici accusati nei giorni scorsi ed è pronto a riprendersi il suo posto da titolare. “Sì, sono pronto e ci sarò!” ha ribadito il fantasista del Milan alla vigilia della sfida. La sua presenza rappresenta un valore aggiunto fondamentale per una squadra che, con il proprio capitano in campo, cambia volto per qualità, personalità e capacità di creare occasioni.
La Bosnia-Erzegovina proverà a rovinare la festa, forte di una squadra organizzata e determinata a sorprendere ancora. Gli Stati Uniti, invece, vogliono spezzare definitivamente il tabù europeo e continuare a inseguire un sogno che, davanti al proprio pubblico, sembra più concreto che mai. Se il cammino dovesse proseguire, il tabellone potrebbe riservare altri incroci con nazionali del Vecchio Continente. Per gli uomini di Pochettino sarebbe l’occasione perfetta per cancellare definitivamente quella che finora è stata definita la loro “kriptonite europea”.