La Samp non cambia rotta. Il ko di Mantova, il terzo consecutivo dopo appena quattro giornate, ha fatto inevitabilmente rumore, ma non abbastanza da mettere in discussione Bernardo Corradi. I vertici del club, dal ceo sport Fredberg al direttore sportivo Branco, ieri erano al Mugnaini per seguire da vicino la squadra e hanno ribadito la volontà di andare avanti con l’attuale allenatore.
Le voci su possibili sostituti, con D’Angelo indicato come uno dei nomi più accreditati, non cambiano la posizione della società. L’idea è superare il momento difficile e arrivare alla lunga sosta con Corradi ancora al comando, per poi ripartire il 9 ottobre sul campo dell’Avellino con una rosa più completa.
Quel «dentro o fuori» non è un ultimatum
A creare qualche equivoco era stata soprattutto la frase pronunciata da Corradi dopo la partita di Mantova. Il tecnico aveva definito la prossima sfida con il Catanzaro una gara «dentro o fuori», ma il significato, secondo il club, riguarda esclusivamente la necessità di affrontare la partita con il massimo della determinazione.
Il risultato del match di sabato al Ferraris, dunque, non rappresenterà un ultimatum per l’allenatore. La Samp è ultima in classifica, ha perso tre partite di fila e ha raccolto pochissimo nelle prime quattro giornate, ma la dirigenza non considera questo un motivo sufficiente per interrompere un progetto appena avviato.
Anche perché le responsabilità non vengono attribuite esclusivamente a Corradi.
Infortuni e nuovi arrivati, la Samp aspetta la svolta
La lunga lista di infortuni ha condizionato pesantemente le scelte dell’allenatore, mentre diversi nuovi acquisti hanno avuto bisogno di tempo per trovare la condizione e adattarsi al nuovo ambiente.
Corradi ha provato fin dall’esordio a imporre i propri principi di gioco. Una scelta coraggiosa, ma che ha finito per scontrarsi con una rosa che non gli ha sempre garantito le condizioni necessarie per esprimere quelle idee.
La società, però, ha notato una crescita progressiva almeno fino alla partita di Palermo. A Mantova, invece, è arrivato un passo indietro evidente, che non viene minimizzato. Gli errori sono stati analizzati, ma la conclusione resta la stessa: il progetto tecnico non è in discussione.
Nessun paragone con il passato
A Bogliasco c’è consapevolezza delle difficoltà, ma anche il rifiuto di considerare l’attuale momento come l’ennesimo capitolo delle ultime stagioni complicate.
La strategia estiva, basata anche sull’arrivo di numerosi svincolati e di giocatori che avevano bisogno di ritrovare una condizione fisica adeguata, comportava inevitabilmente dei rischi. I sette giocatori arrivati a parametro zero hanno portato qualità ed esperienza, ma anche la necessità di aspettare.
La Samp ha scelto consapevolmente questa strada e la società continua a difenderla. La lunga sosta potrà diventare così un alleato per completare il lavoro e riportare la squadra al livello atteso.
Vindahl ancora titolare
Un altro tema riguarda Simon Vindahl, protagonista di un avvio di stagione molto complicato. Gli errori del portiere danese si sono moltiplicati e quello commesso a Mantova, con la mancata uscita sul primo gol di Ruocco, ha ulteriormente alimentato i dubbi.
Nonostante questo, il messaggio arrivato dal Mugnaini è chiaro: contro il Catanzaro toccherà ancora a lui. L’ipotesi di un avvicendamento con Krastev non viene considerata concreta.
Piuttosto, sarà l’intera squadra a dover proteggere maggiormente il proprio portiere e aiutarlo a recuperare quella sicurezza che sembra essersi smarrita nelle prime giornate.
La sosta per recuperare gli uomini
La priorità, nel frattempo, è recuperare quanti più giocatori possibile. Delli Carri deve aumentare la propria condizione, mentre Lauritsen e Insigne sono attesi a un progressivo ritorno al top. Durante la sosta dovrebbero migliorare anche le condizioni di Mbabu e Karamoh.
È proprio sulla disponibilità dell’intero gruppo che la Sampdoria ripone una parte importante delle proprie speranze. Corradi lo sa e continua a guardare oltre il momento negativo.
«Sarei preoccupato se non creassimo, ma non è così», ha spiegato il tecnico. Il concetto è semplice: la squadra produce, ma deve trasformare il lavoro in risultati.
La partita con il Catanzaro sarà quindi fondamentale per il morale e per la classifica, ma non una sfida per salvare la panchina. La Sampdoria vuole ancora essere protagonista del campionato e crede che, con una rosa finalmente a pieno regime, il vento possa cambiare. La sosta sarà il momento per costruire definitivamente quell’identità che finora è rimasta soltanto a metà.