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Parma: Gilardino in pole, D’Aversa e Zanetti le alternative

Dopo l’esonero di Cuesta, Cherubini ha già sottoposto tre profili a Krause: l’ex Genoa e Pisa è davanti a tutti

Parma: Gilardino in pole, D’Aversa e Zanetti le alternative

Il Parma ha deciso di cambiare prima che la stagione prendesse una direzione difficile da correggere. L’esonero di Carlos Cuesta, arrivato nonostante la recente vittoria contro il Genoa, nasce dalla volontà della società di imprimere una svolta al modo di giocare e alla gestione della squadra. L’obiettivo è trovare un allenatore in grado di dare maggiore identità alla manovra, equilibrio ma anche un’idea di calcio più propositiva.

Sul tavolo dell’amministratore delegato Federico Cherubini ci sono tre nomi, già sottoposti al presidente Kyle Krause. Si tratta di Alberto Gilardino, Roberto D’Aversa e Paolo Zanetti. E proprio Gilardino, al momento, sembra avere qualcosa in più rispetto alla concorrenza.

Gilardino davanti a D’Aversa e Zanetti

La candidatura dell’ex attaccante, che a Parma ha vissuto alcune delle pagine più importanti della propria carriera da giocatore, è sostenuta soprattutto dalla considerazione di cui gode all’interno del club. La dirigenza emiliana ha apprezzato il lavoro svolto da Gilardino al Genoa e successivamente al Pisa, nonostante l’esonero arrivato nella scorsa stagione.

C’è però un passaggio da risolvere. Gilardino è ancora legato contrattualmente al Pisa e sarà quindi necessario trovare una soluzione prima di poter procedere eventualmente alla firma.

D’Aversa, un passato importante ma anche qualche distanza

L’alternativa più naturale porta a Roberto D’Aversa, tecnico che conosce molto bene l’ambiente parmigiano. Sulla panchina del Parma ha conquistato due promozioni consecutive, dalla Serie C alla Serie A, e ha centrato due salvezze in condizioni tutt’altro che semplici.

Il suo ritorno, però, presenterebbe un elemento da valutare con attenzione. Nell’estate del 2021 il rapporto con Krause non si era chiuso nel migliore dei modi, dopo la retrocessione del Parma. Non è detto che questo rappresenti un veto, ma è un aspetto che pesa nel momento in cui la società deve scegliere la nuova guida tecnica.

Zanetti resta in corsa

Più defilato, ma comunque presente nella lista, c’è Paolo Zanetti. I dirigenti del Parma ne apprezzano soprattutto il pragmatismo e la capacità di lavorare mettendo il gruppo al centro del progetto, mantenendo allo stesso tempo un rapporto stretto con la società.

La scelta, dunque, non è ancora definitiva. Ma la candidatura di Gilardino appare quella che, per caratteristiche e gradimento interno, ha raccolto finora i maggiori consensi.

Perché è finita con Cuesta

L’addio a Cuesta non è stato determinato soltanto dai risultati. Il tecnico spagnolo aveva conquistato una salvezza con cinque giornate d’anticipo nella sua prima esperienza da allenatore in Serie A, a soli trent’anni, ma con il passare dei mesi il rapporto con la dirigenza si era progressivamente raffreddato.

Il punto centrale era diventato la necessità di compiere un passo in avanti sul piano del gioco. Nel precampionato Cuesta aveva provato a modificare l’impianto tattico, passando dal più prudente 5-3-2 al 4-3-3, senza però riuscire a ottenere i risultati sperati né in termini di produzione offensiva né, più in generale, di qualità della manovra.

La società cercava qualcosa di diverso. Un allenatore pragmatico, ma capace di proporre una squadra riconoscibile e non costretta a vivere per lunghi tratti davanti alla propria area.

L’addio dopo la vittoria

La decisione è arrivata dopo la prima vittoria stagionale, ottenuta proprio al Tardini contro il Genoa. Un risultato che aveva riacceso l’entusiasmo dei tifosi, ma che evidentemente non aveva modificato la valutazione della società.

Cuesta ha salutato Parma con un messaggio sui social, spiegando che non esistevano più le condizioni per proseguire e definendo comunque molto ricca l’esperienza vissuta in Emilia.

Ora il Parma volta pagina. La scelta del nuovo allenatore dovrà servire a trasformare le ambizioni della società in un’identità più precisa. Gilardino è il nome davanti agli altri, D’Aversa e Zanetti restano le alternative. E per Cherubini e Krause è già iniziata la partita più importante: scegliere chi dovrà guidare la squadra nel prossimo capitolo.