Il verdetto del Tar, che ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro il nuovo impianto, apre definitivamente la strada a Inter e Milan. I due club possono ora accelerare i piani per la costruzione del nuovo San Siro e la riqualificazione dell’area circostante. Un’operazione imponente che, come spiega La Gazzetta dello Sport, richiederà un investimento complessivo di 2,3 miliardi di euro.
Il progetto non comprende soltanto il nuovo stadio da 71.500 posti, ma anche una serie di opere complementari, distribuite in diverse fasi. Nel novembre scorso è stato effettuato il primo importante investimento, con l’acquisto dell’attuale Meazza e delle aree circostanti per 175 milioni di euro, al netto delle detrazioni. A questi si aggiungono circa 99 milioni per la progettazione.
Il cantiere principale dovrebbe partire nell’estate del 2027, con una spesa stimata di 708 milioni di euro e l’obiettivo di inaugurare il nuovo impianto nell’estate del 2031. Sono inoltre previsti interventi sul tunnel Patroclo, la messa in sicurezza del cantiere e i collaudi finali.
Dopo l’apertura del nuovo stadio inizierà la demolizione del vecchio Meazza, prevista dal 2031 e destinata a durare circa due anni, per un costo di 115 milioni. Saranno smaltiti 126 mila metri cubi di macerie, mentre una parte dei settori blu e arancio verrà conservata. La successiva riqualificazione dell’area e la realizzazione del comparto commerciale richiederanno altri 371 milioni, con il completamento previsto entro il 2036.
A spingere sull’acceleratore sono anche le scadenze legate a Euro 2032. Il 29 ottobre, intanto, è attesa la presentazione dei primi rendering ufficiali firmati dagli studi Foster + Partners e Manica.
Il finanziamento sarà strutturato attraverso il project financing, combinando capitale proprio e debito bancario, con prestiti a lungo termine o bond rimborsati tramite i ricavi del nuovo impianto. Per le prime fasi, Stadio San Siro Spa ha già ottenuto un finanziamento da 354 milioni di euro da un gruppo di istituti internazionali e nazionali, tra cui Goldman Sachs, Morgan Stanley, JPMorgan, MUFG Bank, Banco Bpm e Bper Banca.