Il ritorno alla Juventus di Norberto Neto doveva rappresentare una soluzione immediata per fronteggiare l’emergenza tra i pali. Invece, il portiere brasiliano non sarà disponibile per la trasferta contro il Cagliari a causa di una squalifica rimediata durante la sua ultima esperienza in Brasile.
Una vicenda che aggiunge un altro imprevisto a una situazione già complicata per Luciano Spalletti, alle prese con diverse assenze pesanti, tra cui quelle di Locatelli, Yildiz, Thuram e Grabara. Proprio l’infortunio del portiere polacco aveva spinto la società a richiamare alla Continassa l’estremo difensore trentasettenne, svincolato dopo l’avventura al Botafogo.
Per la gara in Sardegna, dunque, il reparto dei portieri sarà composto da Vicario, destinato a partire titolare, con Pinsoglio e Radu come alternative. Una situazione che ripropone quanto già accaduto contro l’Atalanta e che rende paradossale il rientro di Neto, arrivato per dare una mano alla squadra e subito costretto a fermarsi. Tutta colpa di un episodio risalente al 30 maggio scorso, durante la sfida tra Botafogo e Bahia, valida per la diciottesima giornata del Brasileirao.
La partita era ancora in pieno svolgimento quando, nel secondo dei sette minuti di recupero del primo tempo, Neto trattenne il pallone con le mani per un tempo superiore agli otto secondi consentiti dal regolamento. L’arbitro Davi de Oliveira Lacerda applicò la norma, assegnando un calcio d’angolo al Bahia. Una decisione che fece perdere la calma al portiere, allora impegnato in una gara delicata per la classifica del Botafogo, ancora coinvolto nella lotta per allontanarsi dalla zona retrocessione.
La reazione del brasiliano fu particolarmente accesa. Neto si rivolse al direttore di gara con insulti pesanti, riportati successivamente nel referto arbitrale: “Figlio di putt…, vaff… ragazzino”. L’arbitro estrasse così il cartellino rosso, chiudendo anzitempo la partita del portiere. Nei giorni successivi, lo stesso Neto riconobbe l’errore e si scusò pubblicamente attraverso i social, ma le conseguenze disciplinari erano ormai inevitabili.
La vicenda proseguì infatti davanti al Tribunale Superiore di Giustizia Sportiva brasiliano, dove il giocatore venne chiamato a rispondere dell’accusa di “offesa all’onore della terna arbitrale”. Un’infrazione che avrebbe potuto comportare una sanzione minima di quattro giornate di stop. La strategia difensiva dei suoi legali consentì però di ottenere una diversa qualificazione dell’episodio, derubricato in “offesa semplice”. La squalifica venne così ridotta a una sola giornata.
Il provvedimento, tuttavia, non è rimasto confinato al passato brasiliano del giocatore. Con il contratto ormai scaduto e senza rinnovo da parte del Botafogo, Neto ha iniziato una nuova avventura alla Juventus, portandosi dietro anche l’ultima giornata di sospensione da scontare. Il risultato è una beffa per i bianconeri, che dovranno fare a meno proprio dell’uomo richiamato per coprire l’emergenza in porta.
Per Spalletti, quindi, il viaggio in Sardegna si prepara con un’altra complicazione da gestire. Neto dovrà attendere ancora prima di potersi mettere a disposizione della squadra in una partita ufficiale: il suo ritorno a Torino è cominciato con un contrattempo inatteso, figlio di un episodio avvenuto mesi fa e tornato improvvisamente d’attualità.