Si è svolta mercoledì pomeriggio, nella sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, a Palazzo Grazioli a Roma, la cerimonia di consegna del Premio Sportivo alla Carriera ad Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli. Nel corso della successiva conferenza stampa, il patron azzurro ha affrontato diversi temi, partendo da Giovanni Malagò.
“Sta vivendo un’odissea – ha dichiarato De Laurentiis –. Lo ritengo l’unico capace di mettere sui binari corretti il calcio italiano, lo ha dimostrato nella sua vita. Dobbiamo però trovare in ogni modo la possibilità di farlo cadere perché qualcuno vuole prendere il suo posto. Non va bene, non bisogna politicizzare il calcio”. Il presidente del Napoli ha poi criticato il rapporto tra politica, sport e biglietti.
Non è mancato un riferimento a Luciano Spalletti: “Non fatemi parlare di lui – ha detto –. Gli allenatori devono capire di essere collaboratori chiamati a dirigere l’orchestra formata dai calciatori, ma rimangono comunque dei dipendenti. A volte tendono a dimenticarlo”.
Ampio spazio anche al futuro dello stadio. De Laurentiis ha spiegato di aver individuato una zona a Napoli Est per costruire un nuovo impianto da 70mila posti, con 120 sky box, ristoranti e un museo interattivo dedicato anche a Diego Armando Maradona. “Il museo dedicato a Maradona lo realizzerò nel nuovo stadio”, ha aggiunto, ribadendo le proprie perplessità sullo stadio Maradona e sui costi necessari per ristrutturarlo.
Infine, una stoccata a Gerry Cardinale, proprietario del Milan e del fondo RedBird. De Laurentiis ha raccontato di averlo invitato a cena tre anni fa, criticando il suo approccio alla gestione del club: “È un proprietario che aveva esigenze da finanziere e non da imprenditore vero”.