L’emergenza ha finito per decidere anche per Massimiliano Allegri. L’idea di provare una difesa a tre era rimasta lì, pronta a essere utilizzata nel momento giusto, ma l’infortunio di Favasuli ha tolto al tecnico una delle pedine che avrebbe potuto permettergli di sperimentare. E così, almeno per ora, il Napoli dovrà affidarsi alle certezze già costruite, senza aggiungere ulteriori variabili a una squadra chiamata ad affrontare un calendario particolarmente intenso.
Favasuli cambia i piani
Durante la pausa per le Nazionali, Allegri aveva avuto modo di ragionare su possibili soluzioni alternative. Il Napoli ha diversi giocatori impegnati con le rispettive selezioni e una lunga lista di indisponibili, motivo per cui il tecnico aveva valutato anche un cambio di sistema.
Dal tridente alla difesa a tre, il passaggio avrebbe potuto essere più semplice del previsto, soprattutto con Beukema tornato su livelli convincenti e con la possibilità di adattare Di Lorenzo o Olivera nel nuovo assetto.
L’idea, però, è rimasta sulla carta. L’infortunio di Favasuli con l’Under 21 ha complicato ulteriormente la situazione e ha tolto ad Allegri un’opzione che avrebbe potuto garantire maggiore spinta e imprevedibilità sulla fascia destra.
Si riparte dalle certezze
Il Napoli dovrà quindi tornare a puntare su ciò che conosce meglio. La priorità sarà ritrovare rapidamente reattività e intensità, senza modificare principi ormai assimilati.
La base dovrebbe restare quella della difesa a quattro, con i terzini chiamati ad accompagnare l’azione, due centrocampisti con compiti di costruzione ed equilibrio, una mezzala libera di inserirsi e due esterni larghi a sostegno di Hojlund.
Un sistema che può naturalmente trasformarsi durante la partita, ma che rappresenta il punto di partenza più affidabile per una squadra che si prepara a nove partite tra campionato e Champions League.
Qualche rientro fa respirare Allegri
L’infermeria continua a essere un problema, con Mathias Olivera ultimo giocatore costretto a fermarsi dopo il rientro dall’Uruguay a causa di una lieve lesione muscolare.
Qualche segnale positivo, però, c’è. Meret sta meglio e alla ripresa degli allenamenti sarà possibile valutare le sue possibilità di rientro contro il Frosinone. Spinazzola è invece nuovamente disponibile, mentre Marianucci potrebbe tornare a candidarsi, dopo la valutazione dello staff medico.
Non abbastanza, però, per cambiare radicalmente rotta. Allegri dovrà continuare a lavorare sul sistema utilizzato finora, con eventuali variazioni durante le partite.
Rrahmani, la certezza dietro
In questo scenario c’è almeno una certezza assoluta. Amir Rrahmani resta il punto di riferimento della difesa azzurra.
Il centrale ha giocato tutti i minuti disponibili in campionato, cinque partite su cinque e 450 minuti su 450, confermandosi il leader silenzioso del reparto. Il suo rinnovo fino al 2029 è ormai definito e l’annuncio è atteso a breve.
Rrahmani è diventato un punto fermo del Napoli dal 2020, dopo aver superato le difficoltà iniziali e conquistato progressivamente una posizione centrale nelle gerarchie.
A quattro o a tre, cambia poco
Ed è proprio questa la caratteristica che rende Rrahmani particolarmente prezioso per Allegri. Il difensore può essere il riferimento della linea a quattro, ma anche adattarsi senza particolari problemi nel caso in cui il tecnico decidesse prima o poi di passare a tre.
Per adesso, però, il progetto resta nel cassetto. L’infortunio di Favasuli ha congelato l’esperimento e l’emergenza suggerisce al Napoli di non complicarsi ulteriormente la vita.
Il ritorno in campo impone una sola parola d’ordine: continuità. Poi, quando l’infermeria si svuoterà e le alternative aumenteranno, Allegri potrà eventualmente tornare a pensare alla difesa a tre. Per il momento, meglio affidarsi a ciò che il Napoli conosce già.