Il nuovo Napoli di Massimiliano Allegri sta iniziando a prendere forma nel ritiro della Val di Sole. Fin dai primi allenamenti è emersa una netta discontinuità rispetto alla scorsa stagione, soprattutto nel metodo di lavoro. Meno spazio alla preparazione atletica pura e molto più tempo dedicato al pallone, protagonista assoluto delle sedute tra esercitazioni tecniche, possessi ad alta intensità e partitelle a ritmo sostenuto.
Nel primo vero allenamento atletico, la squadra si è limitata a circa quaranta minuti di corsa e ripetute, un carico decisamente più contenuto rispetto al passato. Da lì in avanti, Allegri ha voluto che fossero tecnica e organizzazione tattica a dominare la scena. Il tecnico livornese osserva con attenzione, lascia inizialmente spazio ai collaboratori Marco Landucci e Francesco Magnanelli nella gestione delle esercitazioni, ma quando si passa al gioco entra direttamente in campo, interrompendo spesso l’azione per correggere movimenti e spiegare i principi della sua idea di calcio.
Le indicazioni riguardano tutti, dai leader dello spogliatoio come Di Lorenzo, Lobotka e Anguissa, fino ai nuovi riferimenti offensivi Hojlund e Alisson, chiamati a diventare protagonisti del nuovo progetto.
Sul piano tattico, Allegri sembra aver già sciolto uno dei principali dubbi. Il punto di partenza sarà il 4-3-3, modulo storicamente legato ai successi del Napoli e ritenuto il più adatto per valorizzare le caratteristiche dell’attuale rosa. La difesa tornerà stabilmente a quattro uomini, mentre Lobotka sarà nuovamente il regista attorno al quale costruire la manovra. Non è un caso che il tecnico trascorra gran parte degli allenamenti accanto allo slovacco, dispensando continui suggerimenti sulla gestione del possesso e sui tempi di gioco.
Particolare attenzione viene riservata anche a Frank Anguissa, uno dei giocatori che Allegri considera fondamentali per il rilancio della squadra. Il centrocampista camerunese arriva da una stagione complicata, condizionata da un grave infortunio che ne ha limitato rendimento e continuità, fino a far ipotizzare un addio. Lo staff azzurro, però, sta lavorando soprattutto sull’aspetto mentale. Il dialogo è costante, dentro e fuori dal campo, con lo stesso Landucci che si è intrattenuto a lungo con lui al termine dell’ultima seduta. Un segnale chiaro della fiducia che il club continua a riporre nel giocatore.
L’atmosfera del ritiro racconta di un Allegri coinvolto e determinato a conquistare rapidamente ambiente e tifosi, inizialmente divisi sul suo arrivo. L’obiettivo è costruire un gruppo convinto e competitivo, capace di tornare ai vertici del campionato.
Per completare il mosaico mancano ancora alcuni tasselli importanti. McTominay, De Bruyne e Lukakuraggiungeranno infatti la squadra soltanto il 5 agosto, in occasione del ritiro di Castel di Sangro. Il confronto con i due belgi sarà decisivo anche in ottica mercato, perché dalla loro permanenza dipenderanno molte delle prossime mosse della dirigenza.
Nel frattempo Allegri continua a lavorare con chi è già a disposizione, plasmando una squadra aggressiva, organizzata e intenzionata a tornare protagonista. Il messaggio è già chiaro: il nuovo Napoli vuole ritrovare la strada della vittoria, e il suo allenatore sembra avere le idee ben definite su come arrivarci.