Nel giro di pochi giorni Diego Moreira è passato dall’essere una delle tante incognite del nuovo Milan a diventare una delle soluzioni più interessanti a disposizione di Ruben Amorim. Tre presenze, tre gol e soprattutto tre ingressi dalla panchina capaci di cambiare il volto della squadra. Numeri che impongono una riflessione al tecnico portoghese in vista della ripresa del campionato.
Il percorso del belga, però, non era iniziato nel migliore dei modi. Alla prima da titolare, contro la Juventus a Torino, Moreira era rimasto in campo per 61 minuti senza riuscire a lasciare il segno. Una prestazione poco incisiva, condivisa peraltro da gran parte della squadra, che aveva alimentato i primi interrogativi sull’investimento fatto dal Milan per portarlo in rossonero.
Poi qualcosa è cambiato. A Roma, contro la Lazio, il classe 2004 ha avuto bisogno di appena 66 minuti per ribaltare completamente la percezione nei suoi confronti. Entrato al posto di un Estupinan in grande difficoltà, ha immediatamente aumentato il livello della squadra. Prima ha sfiorato il gol con un sinistro al volo da posizione defilata, poi ha trovato la rete con una conclusione potente da fuori area che ha ricordato per esecuzione alcune delle specialità di Theo Hernandez.
Quella partita sembrava sufficiente per candidarlo a un posto nell’undici iniziale. Amorim, invece, ha continuato a puntare prima su Bartesaghi e poi nuovamente su Estupinan. Moreira ha così dovuto attendere ancora il proprio momento, arrivato contro il Lecce. E anche stavolta la risposta è stata immediata.
Sono bastati cinque minuti al belga per scattare verso la porta, presentarsi davanti a Falcone e firmare il gol che ha contribuito a chiudere definitivamente la partita sul 3-0. Tre reti in tre apparizioni, tutte realizzate da subentrato. Una statistica che racconta bene l’impatto del giocatore, ma che apre anche una domanda sulla sua collocazione futura.
Moreira sembra infatti avere caratteristiche ideali per entrare a partita in corso e dare velocità e imprevedibilità a una squadra che ha bisogno di cambiare ritmo. Ma continuare a considerarlo soltanto un’arma dalla panchina potrebbe diventare complicato, soprattutto se continuerà a produrre con questa frequenza.
Il belga può inoltre rappresentare una risorsa in più in un reparto offensivo nel quale uno degli investimenti più importanti dell’estate non ha ancora trovato continuità. Gonçalo Ramos sta offrendo disponibilità e sacrificio, ma continua a faticare a trasformare il proprio lavoro in conclusioni pericolose. Contro il Lecce, infatti, il portoghese ha giocato una gara generosa senza riuscire a centrare lo specchio.
L’assenza di tiri in porta dura ormai da tre partite e rappresenta uno degli aspetti sui quali Amorim dovrà intervenire durante la sosta. La presenza di Pulisic, tornato a incidere con qualità e gol, e il contributo di Cisse hanno permesso al Milan di trovare comunque soluzioni alternative, ma il rendimento dell’attaccante resta un tema aperto.
Moreira, invece, ha già dato una risposta. Non definitiva, perché tre partite non possono bastare per costruire una certezza, ma abbastanza significativa da meritare una nuova valutazione. Può giocare sulle due fasce, agire da sottopunta e soprattutto cambiare ritmo alle partite.
Dopo la sosta, dunque, Amorim avrà un problema particolare da risolvere: trovare il modo di utilizzare dall’inizio un giocatore che finora ha dimostrato di essere decisivo proprio quando entra. Se Moreira continuerà a segnare, la panchina rischia di diventare presto troppo stretta per lui.