Mario Gila continua il suo percorso di ambientamento nel mondo Milan. Nel pomeriggio di mercoledì il difensore spagnolo, arrivato in estate dalla Lazio, ha incontrato i tifosi rossoneri presso lo store ufficiale nel centro di Milano, soffermandosi poi con i giornalisti per raccontare le prime sensazioni della sua nuova avventura.
L’ex biancoceleste ha innanzitutto parlato dell’impatto con l’ambiente di Milanello: “Sono molto contento, mi trovo molto bene. C’è un bel gruppo, sembra una famiglia. Anche lo staff, i magazzinieri. In città mi trovo bene. È vero che non l’ho vissuta tantissimo finora. Però nei pochi giorni che ho avuto liberi sono stato molto bene e tranquillo. Ora ho praticamente trovato casa. Ho voglia di viverla e sentirla un po’ mia“.
Gila ha poi confermato che l’interesse del Milan non è nato nelle ultime settimane, ma risale a diversi mesi fa: “È vero che Allegri mi voleva, sarebbe una st******a negarlo. Tare anche. Le cose sono andate così, il mister e Igli sono andati via… È arrivata la chiamata di Ruben (Amorim, ndr) e vedere questa voglia di avermi in squadra al Milan… Penso non ci sia prezzo. Mi è bastato poco per decidermi sinceramente. Sento di aver fatto la scelta giusta“.
Parlando della proprietà, il centrale spagnolo ha spiegato il primo contatto con Gerry Cardinale: “Non ho parlato con lui prima di firmare, ci ho parlato dopo. Non ha avuto nemmeno il tempo di chiamarmi perché io avevo molto chiaro il fatto di venire qua. Quando era tutto fatto mi ha scritto che era molto contento di vedermi al Milan e che mi aspettava a braccia aperte“.
Infine, Gila ha raccontato il rapporto instaurato con Ruben Amorim e il ruolo che il tecnico gli sta ritagliando: “Abbiamo parlato del suo stile di gioco e ci siamo confrontati, abbiamo la stessa idea di calcio. Sono molto contento, ho condiviso il mio modo di pensare con l’allenatore e lui mi ha spiegato anche come la vede. Mi è piaciuto molto. È stato in parte lui a spingermi per scegliere questa piazza“.
Sulle prove tattiche di questi primi giorni ha concluso: “Mi ha provato sia da centrale che da braccetto. Entrambe le posizioni mi piacciono, sono molto diverse. Poi dipende dalla partita. Ci sono gare in cui magari devi controllare di più il gioco e mi piace, altre in cui posso avanzare di più“.