Tre panchine e zero minuti, nonostante si alleni regolarmente con il gruppo dal 21 agosto: Christian Pulisic è diventato uno dei casi più enigmatici del Milan di Ruben Amorim. Alle spalle dell’attaccante statunitense c’è un’estate complicata, segnata da un edema osseo e da una microfrattura nella zona di giunzione tra tibia e perone della gamba destra, problemi che hanno condizionato anche il suo Mondiale.
Alla ripresa, lo staff rossonero ha scelto la massima prudenza, gestendo con attenzione i carichi di lavoro e procedendo con una riatletizzazione graduale. A queste motivazioni fisiche si aggiungono, però, anche valutazioni di natura tecnica e tattica.
Nella zona di campo occupata abitualmente da Pulisic si sta infatti mettendo in evidenza Alphadjo Cisse, autore di due gol nelle prime tre partite. Il giovane talento sta interpretando il ruolo con personalità ed efficacia, riuscendo a non far rimpiangere l’assenza del numero 11.
Amorim, dunque, non sembra considerare Pulisic un elemento imprescindibile del proprio progetto, diversamente dal patron Gerry Cardinale. Il numero uno rossonero, anche per evidenti ragioni legate al mercato statunitense, si era detto disposto a esercitare unilateralmente, come previsto dagli accordi, l’opzione per prolungare il contratto del giocatore, attualmente in scadenza nel 2028.
Su questo punto Cardinale non sembra intenzionato a cambiare posizione, anche se la sua preferenza sarebbe quella di vedere Pulisic protagonista e convinto di sposare il nuovo corso del Milan. La questione resta quindi aperta e molto dipenderà anche dal rapporto tra il giocatore e il nuovo allenatore.
Sabato, nella delicata trasferta di Roma contro la Lazio capolista, Pulisic potrebbe finalmente avere l’occasione di iniziare la sua stagione e tornare a essere protagonista.