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Milan, parte l’era Amorim: al via il raduno con Cardinale

Il portoghese inaugura ufficialmente la stagione rossonera a Milanello. Per la prima volta presente anche il proprietario.

Milan, parte l’era Amorim: al via il raduno con Cardinale

La nuova stagione del Milan prende il via da Milanello, dove Ruben Amorim è pronto a iniziare ufficialmente la sua avventura sulla panchina rossonera. Il tecnico portoghese ha già preso confidenza con il centro sportivo, trascorrendo anche alcune notti nella storica camera numero 5, ma da oggi si entra nel vivo: iniziano gli allenamenti e soprattutto il lavoro sul campo, dopo le promesse lanciate nella conferenza di presentazione.

Ad accompagnarlo in questa nuova fase ci sarà anche Gerry Cardinale, presente al raduno della squadra. Una novità significativa rispetto alle ultime stagioni, che conferma la volontà del numero uno di RedBird di vivere più da vicino la quotidianità del club e sostenere il nuovo progetto tecnico.

Cardinale più vicino al Milan

L’intesa tra Cardinale e Amorim è apparsa evidente fin dai primi giorni. Il proprietario rossonero ha affiancato il nuovo allenatore durante la presentazione ufficiale e nella visita a Milanello, mostrando un coinvolgimento che negli ultimi anni era mancato.

Dopo due stagioni al di sotto delle aspettative, la società vuole voltare pagina. Sul piano degli investimenti e della presenza, Cardinale ha deciso di esporsi in prima persona, affidando ad Amorim il compito di riportare il Milan ai vertici del calcio italiano ed europeo.

La voglia di riscatto

Per il tecnico portoghese quella rossonera rappresenta anche un’occasione personale di rilancio. L’esperienza al Manchester United, iniziata tra grandi aspettative nel novembre 2024, non ha prodotto i risultati sperati. Dopo una prima stagione conclusa con il quindicesimo posto in Premier League e la sconfitta nella finale di Europa League contro il Tottenham, è arrivato l’esonero nel gennaio successivo.

«Ho imparato dai miei errori», ha ammesso Amorim nei giorni scorsi, consapevole che il Milan rappresenta una delle occasioni più importanti della sua carriera.

La sfida degli allenatori stranieri

Il nuovo allenatore rossonero dovrà anche interrompere una tradizione poco favorevole ai tecnici stranieri in Serie A. L’ultimo allenatore non italiano capace di conquistare lo scudetto prima di Cristian Chivu è stato José Mourinho, connazionale di Amorim, protagonista con l’Inter tra il 2009 e il 2010.

Lo stesso Amorim ha però preso le distanze dai paragoni con lo Special One, sottolineando di avere idee e metodi differenti. Il suo obiettivo è costruire un Milan offensivo e propositivo, capace di imporre il proprio gioco e tornare competitivo fin da subito.

Prima di lui, gli ultimi due tecnici portoghesi sulla panchina rossonera, Paulo Fonseca e Sergio Conceição, non erano riusciti a lasciare il segno. Amorim spera invece di seguire le orme degli allenatori stranieri che hanno scritto la storia del club, da Herbert Kilpin a Lajos Czeizler, fino a Nils Liedholm.

L’ambizione è chiara: riportare il Milan ai vertici e provare, un giorno, a conquistare anche la seconda stella. Da oggi, però, si passa dalle parole al lavoro sul campo.