Tre settimane possono cambiare il volto di una stagione. Per Andrea Pinamonti, la lunga sosta del campionato rappresenta soprattutto l’occasione per recuperare il terreno perso durante un’estate particolare e presentarsi alla ripresa con una condizione fisica finalmente adeguata. L’avventura alla Lazio non è iniziata come sperava, ma Rino Gattuso non ha intenzione di bruciare il suo nuovo centravanti: l’obiettivo è riportarlo gradualmente ai livelli che ne avevano convinto il club a puntare su di lui.
Un inserimento forse troppo rapido
A posteriori, lo stesso Gattuso avrebbe probabilmente gestito in maniera diversa l’inserimento di Pinamonti. L’attaccante era arrivato a Formello da pochissimi giorni quando aveva già debuttato contro il Genoa, entrando nel finale. La settimana successiva era stato schierato titolare contro l’Udinese, rimanendo in campo per un’ora, prima di giocare quasi tutto il secondo tempo contro il Milan.
A Venezia, invece, gli sono stati concessi soltanto pochi minuti.
Il problema non è stato semplicemente il mancato gol. Nelle due partite in cui ha avuto maggiore spazio, contro Udinese e Milan, Pinamonti ha inciso poco anche sulla manovra offensiva della squadra.
Gattuso lo aveva già protetto alla vigilia della trasferta di Venezia: «Pinamonti deve stare tranquillo, lui sa come è arrivato». Il tecnico aveva spiegato come l’attaccante avesse svolto poco lavoro estivo con il Sassuolo, concentrato soprattutto sulla volontà di trasferirsi alla Lazio.
L’estate condiziona ancora Pinamonti
Il punto di partenza è proprio questo. Pinamonti si è allenato durante l’estate, ma senza riuscire a raggiungere l’intensità necessaria. La lunga trattativa per il trasferimento a Roma ha inevitabilmente condizionato la preparazione e l’attaccante aveva anche saltato le prime gare ufficiali con il Sassuolo.
Quando è arrivato a Formello, dunque, si è trovato a dover recuperare contemporaneamente condizione fisica, ritmo partita e inserimento nei meccanismi della nuova squadra.
A complicare ulteriormente il percorso ci si è messa anche una botta alla caviglia rimediata a Udine, che ha contribuito a rallentare ulteriormente il suo processo di adattamento.
Noslin non è una bocciatura per Pinamonti
Per questo Gattuso ha scelto di affidarsi anche a Tijjani Noslin, che ha caratteristiche differenti e arriva alla ripresa della stagione con una preparazione decisamente più avanzata.
Il tecnico lo ha spiegato chiaramente: «L’alternanza non vale solo per lui in attacco, dipende anche da come giocano le squadre che affrontiamo. Noslin è diverso, più dinamico, ci dà profondità».
Non esiste quindi una gerarchia rigida tra titolare e riserva. Pinamonti e Noslin possono alternarsi in funzione dell’avversario, delle caratteristiche della partita e dello stato di forma.
Per l’ex Sassuolo, però, il passaggio fondamentale sarà tornare a essere competitivo sullo stesso piano del compagno.
Tre settimane per cambiare marcia
La sosta arriva così quasi come un regalo per Pinamonti. L’attaccante ha già iniziato a lavorare individualmente in questi giorni e da domani, con il ritorno della Lazio a Formello, potrà proseguire il percorso insieme ai compagni.
Tre settimane senza partite ufficiali possono permettergli di recuperare energie, aumentare i carichi di lavoro e soprattutto costruire quella condizione che gli è mancata nelle prime giornate.
L’obiettivo è arrivare pronto alla ripresa del campionato, fissata per l’11 ottobre contro il Monza. Gattuso non gli chiede di dimostrare tutto subito, ma di ritrovare progressivamente il ritmo e la fiducia.
Perché la Lazio ha scelto Pinamonti per essere una delle proprie soluzioni offensive e, quando tornerà il vero Pinamonti, Gattuso vuole poter contare su un centravanti capace di giocarsi il posto con Noslin partita dopo partita.