La Juve ha ufficialmente aperto la stagione 2026-27, ma alla Continassa il clima è stato quello di un cantiere ancora aperto. Tra partenze da definire, acquisti attesi e numerosi nazionali ancora in vacanza dopo il Mondiale, Luciano Spalletti ha iniziato il lavoro con un gruppo inevitabilmente incompleto, consapevole che nelle prossime settimane la rosa subirà profonde modifiche.
La giornata si è aperta con le consuete visite mediche al J Medical, dove sono sfilati 29 giocatori, prima del primo allenamento pomeridiano allo Juventus Training Center. Un avvio senza particolare entusiasmo anche sugli spalti, con una cinquantina di tifosi presenti ad accogliere la squadra.
Dal punto di vista tecnico, Spalletti ha potuto lavorare soltanto con una parte dell’ossatura titolare. A disposizione c’erano Pierre Kalulu, Andrea Cambiaso, Manuel Locatelli e Khephren Thuram, quest’ultimo impegnato in un programma personalizzato. Presente anche Lloyd Kelly, il cui futuro, però, potrebbe cambiare qualora la Juventus riuscisse ad acquistare un nuovo difensore mancino.
Mancavano invece tutti i nazionali reduci dagli impegni mondiali, tra cui Bremer, Francisco Conceição, Weston McKennie, Kenan Yildiz, Teun Koopmeiners e Jonathan David, destinati a rientrare nei prossimi giorni.
Restano invece ancora da individuare il nuovo portiere titolare e il centravanti che dovranno completare l’undici di Spalletti, con il mercato destinato a entrare presto nel vivo.
Accanto al tecnico erano presenti anche il nuovo amministratore delegato Giovanni Carnevali, il responsabile dell’area sport Frederic Massara e il direttore sportivo Marco Ottolini.
Nel corso della giornata Spalletti ha voluto rivolgere un messaggio chiaro alla squadra, invitando tutti a mantenere la massima concentrazione.
Il tecnico ha sottolineato come le vicende di mercato dovranno restare fuori dal campo, ricordando ai giocatori che chi è in ritiro deve sentirsi pienamente parte del progetto bianconero.
Sulla stessa linea anche Carnevali, che ha richiamato il gruppo al senso di responsabilità.
«Essere qui è un privilegio, ma anche una grande responsabilità che deve essere condivisa da tutti per raggiungere gli obiettivi», è stato il messaggio dell’amministratore delegato.
Massara, invece, ha approfittato del primo giorno di lavoro per confrontarsi individualmente con alcuni senatori dello spogliatoio, a partire dal capitano Manuel Locatelli, senza far mancare un colloquio anche con Michele Di Gregorio, il cui futuro resta da monitorare.
Da oggi inizieranno i doppi allenamenti, mentre Spalletti continuerà a osservare con attenzione anche i giovani aggregati dalla Next Gen e dal settore giovanile. Tra loro il portiere Raffaele Huli, i difensori Javier Gil e Pedro Felipe, i centrocampisti Augusto Owusu e Shane Van Aarle, oltre agli attaccanti Justin Oboavwoduo e Arman Durmisi. Nei prossimi giorni sono attesi anche Adin Licina e Destiny Elimoghale, reduci dagli Europei Under 19.
Parallelamente prosegue il lavoro della dirigenza sulle uscite. Diversi giocatori sembrano ormai destinati a lasciare Torino, tra cui João Mário, Daniele Rugani, Jonas Rouhi, Juan Cabal, Arthur Melo, Fabio Miretti, Vasilije Adžić (verso un prestito), Lois Openda e Arkadiusz Milik.
Restano invece in bilico situazioni come quelle di Edon Zhegrova e Federico Gatti, il cui destino dipenderà dalle eventuali offerte e dagli sviluppi del mercato in entrata.
L’unica vera novità di questo avvio di stagione è rappresentata da Jeff Ekhator, arrivato con grande entusiasmo e desideroso di mettersi subito in mostra.
La sensazione, però, è che la Juventus vista nel primo giorno di raduno sia ancora molto lontana da quella che Spalletti immagina per l’inizio del campionato. La rosa dovrà essere alleggerita, completata e rinforzata, con Carnevali impegnato nella ricerca di almeno tre o quattro innesti di livello. Solo allora il nuovo progetto bianconero potrà prendere definitivamente forma.