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Como, la difesa non è più un muro: Fabregas cerca nuovi equilibri

Dopo il ko di Frosinone sono già 6 i gol incassati nelle prime cinque giornate, contro i 4 dello scorso anno: alla ripresa c’è la Roma capolista

Como, la difesa non è più un muro: Fabregas cerca nuovi equilibri

Il Como che aveva fatto della solidità difensiva una delle proprie armi migliori non è ancora riuscito a ritrovare la stessa impermeabilità. La squadra di Cesc Fabregas ha cominciato la nuova stagione con ambizioni ancora più grandi, ha aggiunto esperienza e qualità e può contare anche sul palcoscenico della Champions League, ma dopo cinque giornate di Serie A qualcosa è cambiato.

I gol subiti sono già 6, contro i 4 incassati nello stesso momento della scorsa stagione. La media è salita da 0,8 a 1,2 reti concesse a partita. Non è ancora un dato che possa far scattare un allarme, ma rappresenta sicuramente un aspetto sul quale lavorare durante la lunga sosta.

Fabregas guarda soprattutto dall’altra parte

Dopo la sconfitta contro il Frosinone, Fabregas ha preferito concentrarsi sulle occasioni sprecate piuttosto che sulle difficoltà difensive.

«Abbiamo avuto 4 grandi chance per far gol. Non posso ammazzare i miei giocatori per le reti mancate», ha spiegato l’allenatore del Como, respingendo anche l’idea di una squadra meno solida rispetto al passato.

«Noi meno solidi? Non sono d’accordo, bisogna analizzare tutto, abbiamo avuto la difesa migliore l’anno scorso e a questo punto della stagione avevamo gli stessi gol subiti».

I numeri, però, raccontano una situazione leggermente diversa. Dopo cinque giornate nel 2025-26 il Como aveva incassato quattro reti, due in meno rispetto a oggi. Ma nel confronto bisogna considerare anche il nuovo impegno europeo e una rosa profondamente modificata.

La rivoluzione del quartetto

Della difesa titolare della scorsa stagione sono rimasti Ramon e Valle, mentre Smolcic e Kempf hanno lasciato spazio a Couto e Chalobah, arrivati rispettivamente da Borussia Dortmund e Chelsea.

Non si tratta soltanto di una questione di interpreti, ma anche di caratteristiche. Couto è un terzino molto offensivo, che tende a stringere verso il centro per partecipare alla costruzione. Un atteggiamento simile appartiene anche a Valle, che ama accentrarsi, cercare l’imbucata e contribuire alla fase di possesso.

È una scelta che garantisce qualità quando il Como attacca, ma può lasciare qualche spazio in più alle transizioni avversarie.

A Frosinone il problema è emerso con particolare evidenza. Gli esterni Kvernadze e Ghedjemis hanno sfruttato la loro capacità nell’uno contro uno, riuscendo più volte a saltare l’uomo e a mettere in difficoltà la struttura difensiva lariana.

Chalobah subito leader, Ramon deve crescere

Fabregas ha comunque diverse possibilità per correggere gli equilibri. A sinistra c’è anche Kaiki Bruno, arrivato in prestito dal Cruzeiro. Il brasiliano ha finora raccolto una sola presenza da titolare, contro il Parma, e sta completando il proprio inserimento.

Diverso il percorso di Trevoh Chalobah, diventato immediatamente un titolare. Il difensore ha saltato soltanto una partita e nelle altre quattro ha disputato tutti i 90 minuti, offrendo prestazioni in linea con il proprio curriculum internazionale.

Qualche incertezza in più è arrivata invece da Jacobo Ramon. Presente in tutti i primi sei impegni stagionali del Como, considerando anche la Champions, il centrale non è sempre sembrato impeccabile nella fase difensiva.

Per un allenatore perfezionista come Fabregas è materiale sufficiente per prendere appunti durante la pausa e cercare nuove soluzioni. L’obiettivo sarà trovare maggiore solidità senza sacrificare la qualità offensivache rappresenta una delle caratteristiche distintive del Como.

Cinque partite senza clean sheet

La sconfitta di Frosinone ha interrotto una striscia di nove risultati utili consecutivi in Serie A. Non solo: era dal dicembre 2025 che il Como non perdeva una partita di campionato senza riuscire a segnare.

C’è poi un altro dato significativo. Quella contro il Frosinone è stata la quinta gara consecutiva in Serie A con almeno un gol subito. Per trovare un’altra striscia di cinque partite senza clean sheet bisogna tornare al periodo compreso tra la seconda e la sesta giornata della stagione 2025-26.

Niente drammi, dunque, ma un campanello d’allarme sì. Anche perché alla ripresa il calendario presenterà subito un esame pesante.

Alla ripresa arriva la Roma

Al Sinigaglia arriverà infatti la Roma capolista, una squadra che può contare sul secondo miglior attacco della Serie A. Un test che dirà molto sulla capacità del Como di ritrovare quella compattezza che lo aveva contraddistinto.

La difesa dello scorso anno era stata la migliore del campionato con appena 29 gol subiti. Ora Fabregas dovrà trovare il modo di costruire un nuovo muro, adattandolo ai nuovi uomini e alle esigenze di una squadra impegnata anche in Champions.

Perché il Como vuole continuare a crescere senza rinunciare alla propria identità offensiva. Ma per farlo, dopo la sosta, servirà anche tornare a essere difficile da colpire.