Il Como ha trovato una propria identità e Cesc Fabregas non ha intenzione di modificarla proprio adesso. La sfida contro il Parma arriva alla vigilia di una settimana ancora relativamente tranquilla, con sei giorni di tempo prima della trasferta contro il Frosinone. Per questo il tecnico catalano sembra orientato a confermare gran parte degli uomini che hanno costruito l’ottimo avvio di stagione.
Il principio è semplice, quasi antico: squadra che vince non si cambia. Anche nel calcio sempre più scientifico di Fabregas, fatto di dati, monitoraggio fisico e analisi dettagliate, alcune regole continuano a funzionare.
«Possono giocare tutti, è la verità. Mi devo fidare dei dati che mi arrivano dal settore medico, dai dottori, dai fisioterapisti e da chi si occupa del recupero. Io sono molto tranquillo», ha spiegato Fabregas. Il vero momento delle rotazioni arriverà dopo la sosta: «Giocheremo ogni tre giorni. Quello sarà sicuramente un periodo in cui ci saranno più cambiamenti. In questo momento, però, la squadra sta bene».
Dopo la sosta comincia il tour de force
Il calendario spiega perfettamente la prudenza dell’allenatore. Dopo il Parma, il Como avrà sei giorni per preparare la trasferta di Frosinone, poi arriverà la prima sosta stagionale per gli impegni delle nazionali. Un’interruzione che coinvolgerà pesantemente i lariani, considerando che circa dieci giocatori sono destinati a partire con le rispettive selezioni.
Al ritorno, però, inizierà un’autentica maratona. L’11 ottobre il Como ospiterà la Roma, poi mercoledì sarà protagonista della sua prima storica trasferta di Champions League a Rotterdam contro il Feyenoord. Domenica toccherà alla trasferta di Firenze contro la Fiorentina, mentre mercoledì 21 ottobre al Sinigagliaarriverà il Manchester United.
Quattro partite in appena dieci giorni, con una media di circa due giorni e mezzo di riposo tra un incontro e l’altro. È lì che Fabregas sarà chiamato a utilizzare davvero tutta la profondità della rosa.
La difesa ha i suoi intoccabili
Per il momento, però, il tecnico può contare su un gruppo di giocatori praticamente insostituibili. Oltre a Butez, ci sono tre calciatori di movimento che hanno disputato tutti i minuti tra campionato e Champions: Chalobah, Valle e Ramon.
Il rendimento del blocco difensivo è stato finora di altissimo livello e cambiare gli equilibri non è semplice. Una possibilità potrebbe essere rappresentata da Kaiki, il nuovo mancino brasiliano che deve però ancora prendere confidenza con il calcio europeo, dai ritmi alle condizioni climatiche.
Tra i più utilizzati c’è poi Nico Paz, arrivato a quota 340 minuti. L’argentino è stato sostituito in tutte e tre le partite di campionato, ma sempre nelle fasi finali. Subito dietro c’è Douvikas, mentre Couto ha superato anch’egli quota 300 minuti.
Il dato più interessante arriva però dall’attacco. Il Como ha segnato 11 gol complessivi e ben dieci portano la firma dei quattro uomini offensivi di riferimento: Douvikas, Diao e Baturina sono a tre reti ciascuno, mentre Nico Paz ne ha realizzata una. Anche negli assist la produzione è concentrata nello stesso reparto, con sei degli otto passaggi decisivi arrivati dai loro piedi.
Kean, l’arma per spaccare la partita
Se la difesa non ha ancora trovato la stessa continuità della scorsa stagione – quando il Como aveva chiuso con 21 clean sheet, record europeo condiviso con l’Arsenal – davanti la squadra continua invece a viaggiare a pieno regime.
Ed è proprio l’attacco a offrire a Fabregas una soluzione tattica interessante contro il Parma. Douvikasdovrebbe partire dall’inizio con il compito di mettere sotto pressione la difesa emiliana. Poi potrebbe arrivare il momento di Moise Kean.
L’ex attaccante della Fiorentina ha già lasciato il segno entrando dalla panchina a Marassi contro il Genoa, quando un’azione personale aveva portato all’assist per Diao. La sua fisicità e la capacità di attaccare gli spazi possono diventare devastanti quando il blocco difensivo avversario comincia ad accusare la fatica.
È una soluzione studiata da Fabregas fin dall’estate: prima il lavoro di Douvikas, poi la potenza di Keanper provare a spezzare la partita.
Cuesta: «Vincere? Fare un gol in più»
Il Parma di Carlos Cuesta sa perfettamente quanto sia complicato affrontare questo Como. L’allenatore spagnolo ha elencato le qualità dei lariani: organizzazione, identità, capacità di cambiare pelle, pericolosità nell’attacco posizionale e nelle ripartenze.
Ma Cuesta non vuole partire battuto: «Sono forti, ma anche loro hanno punti deboli. Si gioca undici contro undici, è lo sport più bello del mondo per l’imprevedibilità. Noi proveremo a sfruttare le nostre qualità».
E alla domanda su come si possa battere il Como, la risposta è quasi da Vujadin Boskov: «Come si può vincere? Facendo un gol in più del Como».
Nel frattempo, Bernabè è stato convocato nonostante abbia appena un allenamento nelle gambe. Nella lista dei disponibili figura anche il giovanissimo attaccante argentino De Martis.