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Atalanta, la sosta per ritrovarsi: Sarri cerca coraggio e velocità

Tre sconfitte di fila e sei gol incassati nelle ultime tre partite: la pausa arriva nel momento più delicato del nuovo corso.

Atalanta, la sosta per ritrovarsi: Sarri cerca coraggio e velocità

La pausa arriva forse nel momento più utile per l’Atalanta. Non tanto per rifiatare, quanto per fermarsi a capire cosa non sta funzionando e dove intervenire. La squadra di Maurizio Sarri ci arriva dopo tre sconfitte consecutive, con sei gol incassati nelle ultime tre gare sui sette complessivamente subiti e, soprattutto, con la prima partita di campionato senza riuscire a trovare la via della rete. Un momento inevitabilmente delicato per una squadra ancora alla ricerca della propria identità.

A Zingonia resta mezza squadra

Sarri dovrà però fare i conti con una rosa ridotta dagli impegni internazionali. Sono tredici i giocatori convocati dalle rispettive nazionali, anche se all’ultimo momento si è aggiunto il forfait di Kossounou per infortunio.

A Zingonia, dunque, rimarrà una parte importante del gruppo. La squadra lavorerà anche oggi e domani, poi avrà un weekend più lungo per staccare e tornerà ad allenarsi martedì. Sarà comunque una sosta utile per confrontarsi, sia individualmente sia collettivamente, sul percorso iniziato ormai da due mesi e mezzo.

Tra i giocatori che resteranno a disposizione di Sarri ci saranno Ederson, Jonathan Rowe, Bellanova, Zappacosta, Bernasconi, Sportiello, Kristensen e Gaetano, oltre agli infortunati Hien, Sulemana e Kossounou. Un gruppo abbastanza significativo per continuare a lavorare sui concetti del nuovo allenatore.

L’Atalanta è ancora troppo “cerebrale”

È proprio l’aspetto mentale, oltre a quello tattico, a rappresentare uno dei temi principali. Dopo la sconfitta contro la Juventus, nelle parole di Sarri è emersa la sensazione di una squadra ancora troppo concentrata sull’applicazione dei nuovi principi.

Il rischio è quello di pensare troppo a ciò che si deve fare e di perdere quella componente istintiva che permette ai giocatori di liberarsi, soprattutto quando hanno il pallone tra i piedi. L’Atalanta sembra ancora troppo “cerebrale”, quasi frenata dalla necessità di assimilare rapidamente un calcio completamente diverso.

Sarri, invece, chiede più velocità nella costruzione e nella proposta offensiva, con l’obiettivo di creare più situazioni di uno contro uno e lasciare ai propri giocatori maggiori possibilità di esprimere le loro qualità individuali.

Rowe e i segnali da cui ripartire

Qualche segnale positivo, nonostante il momento negativo, esiste. Domenica, proprio con Jonathan Rowe, la Dea è riuscita a costruire una delle occasioni più interessanti della partita. Un episodio che dimostra come, quando la squadra riesce ad accompagnare l’azione con maggiore convinzione, qualcosa possa accendersi.

Anche il baricentro più alto, un maggiore equilibrio e una condizione fisica in crescita rappresentano elementi sui quali costruire. Ma i margini di miglioramento restano ampi e Sarri avrà bisogno di tempo per trasformare i suoi concetti in automatismi naturali.

Sarri chiede personalità

La sosta può quindi diventare una sorta di laboratorio. Il tecnico avrà la possibilità di lavorare con un gruppo ristretto e di affrontare non soltanto questioni tattiche e tecniche, ma anche aspetti umani. Perché il nuovo corso dell’Atalanta passa dalla capacità di condividere un percorso che richiede inevitabilmente pazienza e compattezza.

Da settimane Sarri insiste su due concetti: sfrontatezza e personalità. Sono gli elementi che, a suo giudizio, oggi mancano o comunque emergono con una frequenza ancora troppo bassa. E non possono arrivare soltanto dal lavoro quotidiano dell’allenatore e dello staff. Devono essere i giocatori stessi a prendersi responsabilità e iniziativa.

Ederson, da capitano, ha respinto l’idea che questa squadra sia priva di carattere, difendendo le qualità del gruppo. Un segnale importante, perché proprio dalla convinzione dei giocatori dovrà partire la reazione.

Dopo la sosta, però, saranno soprattutto i risultati e le prestazioni a parlare. L’Atalanta dovrà ritrovare intensità, personalità e spensieratezza. In una parola, dovrà tornare a essere più Dea.