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Milan, vittoria e miglioramenti: prende forma l’idea di Amorim

Contro il Lecce segnali di crescita per la formazione di Amorim: più equilibrio, ruoli definiti e uno spirito di squadra ritrovato.

Milan, vittoria e miglioramenti: prende forma l’idea di Amorim

Il passo avanti non è ancora quello definitivo, ma a San Siro si sono visti segnali che meritano attenzione. Il Milan ha superato il Lecce mostrando un volto diverso rispetto alle ultime uscite: meno improvvisazione, maggiore equilibrio e soprattutto una struttura più riconoscibile. Non è ancora la squadra che Ruben Amorim immagina per il suo progetto, anche perché lo stesso tecnico ha ammesso di non avere a disposizione tutti gli interpreti ideali per il suo calcio. Però la direzione sembra essere quella giusta.

Dopo le difficoltà mostrate contro il Benfica e una prima parte di gara complicata contro la Lazio, la sfida con il Lecce ha restituito un Milan più ordinato. Tre elementi, in particolare, spiegano il cambiamento.

Uno dei problemi emersi nelle prime settimane era stata la continua ricerca di soluzioni alternative. Amorim aveva chiesto a diversi giocatori di adattarsi a compiti differenti, insistendo anche quando le risposte non erano state convincenti. In Portogallo lo hanno definito “teimoso”, termine traducibile con “cocciuto” o qualcosa di simile.

Contro il Lecce, invece, alcune pedine sono tornate nella loro posizione più naturale. Rabiot ha agito in mezzo al campo con personalità e quantità, coprendo anche parte del lavoro lasciato a Modric, libero di concentrarsi maggiormente sulla costruzione. Pulisic è tornato a occupare la zona in cui può incidere maggiormente e ha trovato anche un gol di grande qualità. Saelemaekers, infine, ha ritrovato energia e convinzione in un ruolo che conosce bene. Resta Chukwueze, ancora utilizzato in una posizione non completamente sua, ma proprio qui emerge un’altra novità tattica.

La linea di partenza resta composta da Gila, De Winter e Pavlovic, ma l’assetto cambia durante la partita. Estupinan si abbassa frequentemente accanto ai tre centrali, creando di fatto una linea a quattro soprattutto quando il Milan deve impostare dalla propria metà campo. Una soluzione che permette all’ecuadoregno di sfruttare meglio alcune caratteristiche e, contemporaneamente, libera Gila per allargarsi sulla destra.

Questo movimento serve anche a proteggere Chukwueze e a offrirgli maggiore libertà offensiva. Contro il Lecce l’esterno non ha brillato, ma con maggiore copertura alle spalle può diventare una risorsa importante. Anche l’uscita dal pressing presenta due alternative: De Winter può avanzare palla al piede, mentre Pavlovic può cercare direttamente la soluzione lunga.

La differenza più evidente, però, riguarda l’atteggiamento. In alcune delle partite precedenti il Milan aveva dato l’impressione di affidarsi troppo spesso alla giocata individuale. Contro il Lecce, invece, si sono rivisti movimenti coordinati e disponibilità reciproca. Chi aveva ancora energie le ha messe al servizio degli altri.

Gonçalo Ramos rappresenta bene questo nuovo spirito. Non ha trovato il gol, ma ha lavorato per tutta la gara e ha impreziosito la sua prestazione con l’assist per Rabiot. È un dettaglio che racconta bene la serata: meno protagonismi isolati, più partecipazione.

È già il Milan di Amorim? La risposta, per ora, è ancora sospesa. Ma qualcosa sta prendendo forma. Rabiot, Maignan e anche Modric possono essere fondamentali in questa fase, mentre servirà l’intero gruppo per affrontare una stagione nella quale anche chi oggi sembra indispensabile dovrà, prima o poi, lasciare spazio a soluzioni diverse. Il percorso è appena cominciato: la vera sfida sarà trasformare i segnali di San Siro in una continuità di rendimento.