Nations League

Nations League, in gioco retrocessione, ranking e futuro

La nuova edizione parte con una posta in palio altissima per l'Italia: restare in Lega A significa proteggere prestigio, sorteggi e posizione nel ranking.

Nations League, in gioco retrocessione, ranking e futuro

C’è un modo semplice per capire perché la Nations League conti molto più di quanto spesso venga raccontato: basta guardare cosa c’è in palio quando si scende in campo. Non più amichevoli dal significato relativo, ma partite che incidono su classifica, ranking, sorteggi, prestigio e futuro. Da quando è nata, la competizione è stata accompagnata da una certa diffidenza. Prima il bersaglio erano le partite delle Nazionali che interrompevano i campionati, oggi che quasi ogni gara assegna qualcosa il problema sembra essere diventato il torneo stesso.

Eppure la formula ha una logica precisa. Le Nazionali vengono divise per fasce e, almeno sulla carta, affrontano avversarie di livello comparabile. È una competizione che permette di giocare partite realmente allenanti e che può condizionare ciò che accadrà nei mesi e negli anni successivi. Per l’Italia, soprattutto dopo gli ultimi risultati internazionali, non è dunque il momento di prenderla alla leggera.

La retrocessione che l’Italia deve evitare

La prima posta in palio è evidente. La Lega A significa affrontare le migliori Nazionali europee, mentre finire in B comporterebbe un inevitabile ridimensionamento anche dal punto di vista dell’immagine.

Per restare nella massima categoria bisogna chiudere il girone al primo o al secondo posto, oppure rientrare tra le due migliori terze dei quattro gruppi. Le due peggiori terze e le due migliori quarte si giocheranno invece la permanenza attraverso i playout di marzo. Le due peggiori quarte retrocederanno direttamente.

La differenza non sarebbe soltanto tecnica. Restare in A significa continuare a confrontarsi con Francia, Spagna, Portogallo, Inghilterra, Germania e Olanda. Scendere in B significherebbe invece trovare avversarie di un’altra fascia e perdere parte del valore sportivo e commerciale della competizione.

Il sorteggio di Euro 2028 passa anche da qui

La Nations League ha poi un peso concreto sui sorteggi UEFA. Il prossimo appuntamento è fissato per il 6 dicembre a Belfast, quando verranno sorteggiati i gironi delle qualificazioni a Euro 2028.

Le 54 Nazionali europee saranno distribuite in 12 gruppi. Le 12 vincitrici e le 8 migliori seconde accederanno direttamente alla fase finale, mentre le altre squadre potranno passare dai playoff.

Ed è proprio qui che la Nations assume un valore ulteriore. Le 12 teste di serie del sorteggio saranno infatti determinate dalle quattro vincitrici, dalle quattro seconde e dalle quattro terze della competizione. Chi arrivasse quarto nel proprio gruppo finirebbe invece in seconda fascia.

Per un’Italia che negli ultimi sorteggi ha spesso pagato una posizione non favorevole, anche questo dettaglio può diventare determinante.

Il ranking FIFA è un altro fronte da proteggere

C’è poi il ranking FIFA, che continua ad avere un peso importante soprattutto nelle competizioni e nei relativi sorteggi. Dopo il Mondiale disputato in Nord America, l’Italia è scivolata al 15° posto mondiale, nona tra le europee.

Davanti agli azzurri ci sono Spagna, Francia, Inghilterra, Portogallo, Belgio, Olanda, Germania, Croazia e Svizzera. Alle spalle, invece, c’è la Norvegia.

L’obiettivo minimo diventa quindi evitare un’ulteriore discesa. Perdere terreno nel ranking significherebbe esporsi a nuovi sorteggi complicati e rendere ancora più difficile la strada verso le grandi competizioni. Gli incroci favorevoli degli ultimi anni non possono essere considerati una garanzia permanente.

Francia e Belgio, il girone non concede sconti

La nuova Nations League mette subito l’Italia davanti a una sfida impegnativa. Nel gruppo 1 ci sono Francia, Belgio e Turchia, oltre agli azzurri.

La Francia parte con i favori del pronostico, mentre il Belgio rappresenta, almeno sulla carta e considerando il ranking e gli ultimi risultati, la seconda forza. L’Italia dovrà dunque provare a inserirsi nella corsa alle prime posizioni senza concedersi passi falsi.

Gli altri gruppi propongono Germania e Olanda nel secondo, Spagna e Inghilterra nel terzo, Norvegia e Portogallo nel quarto. A fine novembre le quattro vincitrici dei gironi saranno teste di serie nel sorteggio dei quarti e affronteranno le quattro seconde. Le vincitrici accederanno poi alla Final Four di giugno.

Per gli azzurri, il quadro è complicato ma non proibitivo. La Francia rappresenta l’avversaria di riferimento, mentre il Belgio e la Turchia completano un girone nel quale ogni punto può avere un peso enorme.

Dal 2028 cambierà ancora tutto

Questa sarà inoltre l’ultima edizione della Nations League con l’attuale formula a quattro gruppi da quattro squadre. Dal 2028-29 il torneo cambierà struttura e coinvolgerà 18 Nazionali, distribuite in tre gruppi da sei.

Ogni squadra giocherà sei partite, con un sistema che prevede quattro gare singole e due sfide di andata e ritorno contro la Nazionale della stessa fascia di sorteggio. Ai quarti accederanno le tre prime, le tre seconde e le due migliori terze.

Ma quello è il futuro. Il presente dice che l’Italia deve difendere la propria posizione nella Lega A, migliorare il proprio status e arrivare ai prossimi appuntamenti con un quadro più favorevole. La Nations League può piacere o meno, ma ormai è impossibile considerarla un torneo di passaggio: per gli azzurri, questa volta, non fallire è parte del percorso verso tutto ciò che viene dopo.