Il Mondiale 2026 volge al termine. Non ci sarà nessun nuovo iscritto al Club. Quello con la C maiuscola, quello esclusivo che comprende le Nazionali già campioni del mondo. Nessuna vera sorpresa ai quarti, si è formata una semifinale tra Francia (2 titoli) e Spagna (1 titolo) e un’altra tra Inghilterra (1 titolo) e Argentina (3 titoli). In totale, 7 Coppe in campo.
Mancano le squadre-record (Brasile, Italia, Germania), ma Messi può portare l’Albiceleste anche in questo circolo ancora più esclusivo. Considerando il cammino percorso finora, la finale più verosimile è Francia-Argentina, che poi sarebbe l’unica finale non inedita, visto che si tratterebbe della rivincita di quattro anni fa. Le altre possibili finali (Francia-Inghilterra, Spagna-Argentina e Spagna-Inghilterra) sarebbero tutte novità assolute nella storia del calcio.
Martedì 14 a Dallas va in scena la prima semifinale, tutta europea, tra Francia e Spagna. Basandosi su ciò che si è visto finora, un piccolo vantaggio nel pronostico va ai vicecampioni del mondo in carica
Il potenziale offensivo dei francesi è devastante. Anche quando si imbriglia Mbappè, i pericoli possono arrivare da Dembelè, da Olise, da Barcola o da Douè, qualunque sia la scelta di Deschamps tra i due. Sono tutti estremamente complicati da contrastare, anche perché non forniscono punti di riferimento agli avversari. La Spagna fino ai quarti non aveva subito gol, poi ci ha pensato il Belgio a spezzare questa imbattibilità e a indicare la strada per arrivare di fronte a Unai Simon. Dalla parte dei francesi c’è l’esperienza (alcuni giocatori puntano la terza finale consecutiva), da quella degli spagnoli ci sono la freschezza e l’incoscienza della gioventù. E c’è Lamine Yamal, che non si è ancora acceso del tutto.
Dall’altra parte, mercoledì 15 ad Atlanta, si scriverà comunque un pezzo di storia. Siamo a sessant’anni esatti dall’unico Mondiale vinto (in casa) dall’Inghilterra ma soprattutto a quaranta dalla sfida dell’Azteca 1986, quella della “Mano de Dios” e del gol del millennio di Maradona. E proprio su quest’ultimo dettaglio che puntano gli inglesi, decisi a prendersi una rivincita proprio in occasione di una ricorrenza “tonda”. Però i sudamericani sono comunque favoriti. Di poco, ma favoriti.
Qui le distanze tra le due squadre sono più ravvicinate, perché l’Argentina di oggi ha un fuoriclasse quasi quarantenne e un gruppo di giocatori di alto livello intorno a lui, qualcuno pure con qualche anno di troppo sulla carta d’identità. L’Inghilterra di fenomeni ne ha almeno due, Kane e Bellingham. Se si inceppa il capitano, come accaduto nei quarti contro la Norvegia, ci pensa l’immenso Jude. In quasi tutti i ruoli (forse tranne quello del regista in cui Rice non ha un ricambio vero) ci sono alternative interessanti. Non a caso nei supplementari contro i norvegesi, i subentrati Spence e Rogers hanno dato un ottimo contributo.