Da una ferita mai del tutto rimarginata potrebbe nascere una nuova avventura. Paolo Maldini e la Nazionale italiana potrebbero ritrovarsi dopo quasi un quarto di secolo dall’ultima apparizione in maglia azzurra, quella amara del Mondiale 2002 contro la Corea del Sud, segnata dalle polemiche arbitrali e da un’eliminazione che ancora oggi fa discutere.
L’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della Figc ha innescato subito il primo grande dossier della nuova era federale: la scelta del futuro direttore tecnico della Nazionale. E il nome in cima alla lista è proprio quello dell’ex capitano azzurro.
Una figura nuova per rilanciare il progetto Italia
Si tratterebbe di un ruolo inedito per il calcio italiano, ma centrale nel nuovo assetto immaginato da Malagò. Una figura istituzionale e operativa allo stesso tempo, chiamata a fare da collegamento tra la Federazione, lo spogliatoio e l’area tecnica.
Per ricoprire questo incarico servono competenze, autorevolezza, leadership e capacità di visione. Caratteristiche che Maldini ha dimostrato sia durante la carriera da calciatore sia nella sua recente esperienza dirigenziale al Milan.
Il nuovo direttore tecnico dovrebbe vivere un’autentica full immersion nel progetto azzurro, con una presenza costante a Coverciano e una dedizione totale alla causa per almeno i prossimi due anni e mezzo.
Un rapporto speciale con la maglia azzurra
Tra Maldini e la Nazionale esiste un legame profondo. Il suo percorso con l’Italia è durato dal 1988 al 2002, attraversando quasi quindici anni di storia calcistica.
In azzurro ha disputato 126 partite, conquistando il terzo posto ai Mondiali del 1990, la finale del Mondiale del 1994 e quella degli Europei del 2000, sfuggita soltanto nei minuti finali contro la Francia.
Un palmarès incompleto, ma una storia di appartenenza che non è mai venuta meno.
La catena delle decisioni
Il nuovo assetto federale seguirà un percorso preciso: il presidente Figc nominerà il direttore tecnico, il direttore tecnico individuerà il commissario tecnico e la scelta dovrà poi ottenere il via libera del Consiglio federale.
In questo contesto, Maldini diventerebbe una figura centrale nella rinascita del calcio italiano.
L’esperienza accumulata al Milan
L’ex dirigente rossonero ha già dimostrato di saper costruire progetti vincenti. Da direttore tecnico del Milan ha riportato il club stabilmente in Champions League e ha contribuito alla conquista dello scudetto del 2022.
Esperienze che ne hanno consolidato il profilo anche fuori dal campo.
La riflessione finale
Maldini sta valutando la proposta e nei prossimi giorni sarà chiamato a prendere una decisione importante.
Per lui non si tratterebbe semplicemente di un incarico federale, ma di una vera e propria missione: contribuire alla ricostruzione di una Nazionale ferita, reduce da anni difficili e dalla terza assenza consecutiva al Mondiale.
Da parte sua, Malagò ha già fatto la propria scelta. Ora la palla passa a Maldini, il capitano che potrebbe tornare a servire l’Italia in una veste completamente nuova.