Caos Figc

Italia, non c’è solo la Nations League: sullo sfondo il caso Malagò

Resta aperta la partita sul presidente Figc. Ceferin richiama il principio di autonomia delle Federazioni, il Coni difende il proprio perimetro

Italia, non c’è solo la Nations League: sullo sfondo il caso Malagò

La sfida con la Turchia vale punti pesanti nella Nations League, ma diventa anche lo sfondo di una vicenda istituzionale che coinvolge Figc, Coni, Uefa e governo. Al centro c’è la posizione di Giovanni Malagò, eletto presidente federale lo scorso 22 giugno con il 68,58% dei voti, e la questione legata al suo tesseramento.

Il tema non riguarda soltanto gli equilibri dello sport italiano. In caso di commissariamento della Federcalcio, infatti, potrebbe aprirsi anche un interrogativo sull’organizzazione dell’Europeo 2032, torneo che Italia e Turchia ospiteranno insieme.

La questione Malagò

Il punto di partenza è ormai noto. Malagò poteva essere eletto presidente della Figc senza essere un tesserato? È la domanda alla quale dovranno rispondere gli organi competenti.

La partita istituzionale non è ancora arrivata alla conclusione. La decisione spetterà alla Giunta Coni, chiamata a stabilire se esistano i presupposti per intervenire e con quali modalità.

Nel frattempo, però, sulla vicenda sono entrati in scena anche i vertici dello sport internazionale. Il presidente Uefa Aleksander Ceferin, intervenuto sulla Gazzetta, ha difeso il principio dell’autonomia delle Federazioni e ha definito Malagò un dirigente serio.

Il riferimento più importante riguarda proprio l’eventuale commissariamento. Ceferin ha ricordato che Uefa e Fifa difendono l’autonomia delle Federazioni e ha sottolineato come non sia la prima volta che emergano interrogativi sulle possibili ingerenze esterne nell’attività della Federcalcio.

La risposta del Coni

Dal Foro Italico è arrivata una replica altrettanto netta. Il presidente Luciano Buonfiglio ha condiviso il richiamo di Ceferin alla necessità di arrivare rapidamente a una decisione conforme alle regole dell’ordinamento sportivo, ma ha difeso il ruolo e l’autonomia del Coni.

Buonfiglio ha ricordato che il Comitato Olimpico agisce nel proprio perimetro e respinge interferenze e pressioni, come previsto dalla Carta Olimpica.

Nella risposta del presidente del Coni è comparso anche un riferimento al 2017, quando il Comitato intervenne con un provvedimento straordinario sulla Figc. Un passaggio che non è passato inosservato in via Allegri. La Federazione ha infatti ricordato che quel commissariamento arrivò dopo una crisi già esplosa, culminata nelle dimissioni di Carlo Tavecchio dopo l’eliminazione dell’Italia nel playoff mondiale contro la Svezia.

Il precedente, dunque, viene letto dalle due parti con prospettive differenti.

Il ruolo della politica

A rendere ancora più delicata la vicenda c’è poi il coinvolgimento della politica, anche se il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha respinto l’idea di un’interferenza dell’esecutivo.

«Il presidente Ceferin è stato purtroppo male informato», ha dichiarato Abodi, ribadendo che la questione è di natura sportiva e che a occuparsene è il Coni. Il ministro ha insistito sulla necessità di rispettare regole e procedure e ha invitato a non trasformare la vicenda in una contrapposizione tra sostenitori di Malagò e suoi oppositori.

Un altro punto particolarmente delicato riguarda proprio Euro 2032. Abodi ha escluso al momento motivi per mettere in discussione l’organizzazione italiana, ricordando che programmi e scadenze concordati con la Uefa stanno procedendo e che il lavoro viene portato avanti insieme a Figc, Comuni, club, commissario di governo e ministero dell’Economia.

Euro 2032 sullo sfondo

È questo il punto che rende la situazione particolarmente sensibile. Italia e Turchia non sono soltanto le due Nazionali che si affrontano in Nations League, ma anche i due Paesi che dovranno organizzare insieme il prossimo Europeo del 2032.

Per questo le parole di Ceferin hanno assunto un peso particolare. La Uefa osserva l’evoluzione della vicenda e richiama il principio dell’autonomia delle Federazioni, mentre in Italia il Coni deve decidere come muoversi sulla questione del presidente federale.

Al momento, però, non esiste una decisione definitiva sul commissariamento né un’indicazione ufficiale secondo cui Euro 2032 sarebbe destinato a essere messo in discussione. Restano invece aperti il confronto istituzionale e il nodo giuridico legato all’elezione di Malagò.

Una partita dentro l’altra

Così, mentre Mancini e i suoi giocatori preparano una partita già importante per il futuro della Nations League, fuori dal campo si consuma un’altra sfida. Da una parte la Figc e la posizione di Malagò, dall’altra il Coni e i suoi organi, con Uefa e Fifa attente al principio dell’autonomia federale e il governo che invita a lasciare la questione all’ordinamento sportivo.

Bursa diventa quindi uno snodo particolare. Sul terreno di gioco l’Italia deve pensare ai punti e alla classifica. Fuori dal campo, invece, resta da capire quale sarà l’esito della partita istituzionale. Due vicende diverse, ma inevitabilmente destinate a incrociarsi nello stesso momento e sotto gli stessi riflettori.