Belgio-Senegal

Belgio, c’è il Senegal stasera: Lukaku pronto a partire dal 1′

Romelu Lukaku invita i suoi a non sottovalutare l'impegno Senegal: entrambe le squadre arrivino da una vittoria con 5 gol.

Belgio, c’è il Senegal stasera: Lukaku pronto a partire dal 1′

Romelu Lukaku si gode il Mondiale americano con la consapevolezza di aver dovuto lottare fino all’ultimo per conquistarsi un posto nella spedizione del Belgio. Dopo una stagione complicata a livello personale, l’attaccante del Napoli sa bene che la sua presenza negli Stati Uniti non era affatto scontata. Ora, però, vuole trasformare questa occasione nel punto di svolta della sua annata, a partire dal delicatissimo sedicesimo di finale contro il Senegal.

“Se si guarda alla mia stagione e a come è andata, normalmente non avrei mai dovuto partecipare al Mondiale”, ha ammesso Lukaku dal ritiro di Renton, nello stato di Washington. Parole sincere, che raccontano perfettamente il momento vissuto dall’ex centravanti dell’Inter, chiamato a riconquistare spazio anche nelle gerarchie del commissario tecnico Rudi Garcia.

Fin qui il Belgio ha cambiato volto più volte nel corso della competizione e lo stesso Lukaku ne è stato uno dei simboli. Dopo essere entrato a gara in corso contro l’Egitto, contribuendo indirettamente al pareggio grazie alla pressione che ha provocato l’autorete avversaria, Big Rom è stato schierato titolare nella successiva sfida contro l’Iran senza però convincere del tutto. Nell’ultima gara del girone, vinta nettamente contro la Nuova Zelanda, è ripartito dalla panchina ma ha impiegato pochi minuti per ritrovare il gol, riaprendo il dibattito sul suo impiego ideale.

Garcia, infatti, continua a riflettere sulla miglior soluzione offensiva. Nelle ultime uscite ha spesso rinunciato a un centravanti di ruolo, affidando il ruolo di falso nove a Charles De Ketelaere, sostenuto sulla trequarti da Jeremy Doku, Kevin De Bruyne e Leandro Trossard. Una scelta che ha modificato profondamente l’identità tattica dei Diavoli Rossi e che potrebbe essere confermata anche contro il Senegal, con Lukaku pronto ancora una volta a diventare un’arma importante a gara in corso.

“Quando sono in panchina, ho molto tempo per analizzare tutto ciò che accade in campo», ha spiegato l’attaccante del Napoli, lasciando intendere di essere disposto a mettere il collettivo davanti alle ambizioni personali. “E quindi essere qui, giocare, aiutare la mia squadra, fare la differenza, essere decisivo in una partita… è fantastico. Come si dice in inglese, mi lascio trasportare dalla corrente”.

Il Belgio arriva a questa sfida dopo anni vissuti tra grandi aspettative e inevitabili delusioni. La cosiddetta generazione d’oro, trascinata in passato da Hazard, De Bruyne e Lukaku, ha raccolto molto meno di quanto il talento lasciasse immaginare. Il terzo posto conquistato al Mondiale del 2018 resta il miglior risultato di un gruppo che sembrava destinato a dominare il panorama internazionale ma che, per motivi diversi, non è mai riuscito a conquistare un grande trofeo.

Anche il Senegal è alla ricerca della propria identità in questo torneo. Dopo una partenza complicata, con le sconfitte contro Francia e Norvegia, la formazione guidata da Thiaw ha ritrovato fiducia grazie al netto successo sull’Iraq, che ha rilanciato le ambizioni africane. Il commissario tecnico sembra aver trovato il giusto equilibrio nel 4-3-3, con Ismaila Sarr riferimento offensivo e Camara sempre più centrale negli equilibri della squadra.

Lukaku conosce bene il valore dell’avversario e non sottovaluta l’impegno. “Sarà una delle partite più difficili che giocheremo, perché tecnicamente sono molto bravi, tatticamente sono molto forti, fisicamente possono fare la differenza”.

In palio non c’è soltanto un posto negli ottavi di finale, dove con ogni probabilità attenderanno gli Stati Uniti in caso di successo contro la Bosnia-Erzegovina, ma anche la possibilità per il Belgio di rilanciare definitivamente un progetto che negli ultimi anni ha alternato entusiasmi e delusioni. Per Lukaku, invece, è l’occasione per scrivere un nuovo capitolo della propria carriera e dimostrare che, nonostante le difficoltà degli ultimi mesi, può ancora essere decisivo quando conta davvero.