Il Como si sta affermando come un modello da seguire nel panorama calcistico. La strategia è chiara: individuare giovani talenti, accompagnarli nella crescita e aumentarne il valore, trasformando le risorse investite sul mercato in un patrimonio tecnico ed economico sempre più consistente. Il progetto guidato da Cesc Fabregas si fonda sulla combinazione tra solidità finanziaria, scouting internazionale e valorizzazione dei calciatori. I risultati sono evidenti anche nei numeri. Secondo un’analisi della Gazzetta, realizzata confrontando i costi d’acquisto con le valutazioni di Football Benchmark, gli attuali giocatori di proprietà sono stati pagati complessivamente 298 milioni di euro, mentre oggi il loro valore raggiunge quota 538. La differenza è di 240 milioni, con un incremento teorico dell’80%.
Queste cifre non corrispondono a plusvalenze già incassate, ma rappresentano un potenziale economico ancora da sfruttare. L’analisi prende in considerazione gli acquisti a titolo definitivo, escludendo i calciatori ceduti o attualmente in prestito. Le stime di Football Benchmark, inoltre, non indicano il prezzo effettivo di vendita, ma derivano da un algoritmo che valuta le operazioni degli ultimi anni insieme a fattori come età, ruolo, contratto e rendimento.
Il simbolo di questa crescita è Nico Paz. L’investimento complessivo per riportarlo dal Real Madrid è stimato in 66 milioni, tra i 6 iniziali e i 60 previsti per il successivo riacquisto. La valutazione attuale dell’argentino, 22enne, è di 82 milioni. Ancora più impressionante la crescita di Jacobo Ramon, acquistato per 2,5 milioni e arrivato a una stima di 34, anche se il diritto di riacquisto del Real limita le possibilità di monetizzazione. Lucas Da Cunha è passato da 700mila euro a 20 milioni, Maximo Perrone da 13 a 48 milioni e Martin Baturina da 18,5 a 48. Assane Diao vale 33 milioni dopo un acquisto da 11, Jesus Rodríguez è salito da 22 a 39 e Tasos Douvikas da 14,8 a 33.
Alla base c’è una strategia sostenuta dalla famiglia Hartono. Sent Entertainment, la controllante britannica del club, ha ricevuto in questi anni iniezioni di capitale per 390 milioni di euro. Il Como investe anche cifre importanti, ma punta su profili con margini di crescita, confidando nel lavoro quotidiano di Fabregas. A differenza delle società obbligate a vendere per acquistare, può decidere quando cedere i propri gioielli.
Ora, però, si apre una fase delicata. L’esordio in Champions League ha portato il club sotto l’attenzione dell’Uefa e delle sue regole finanziarie. Le perdite accumulate dovranno essere affrontate, eventualmente attraverso un settlement agreement. La dirigenza di Mirwan Suwarso dovrà quindi aumentare il ricorso al player trading. Le plusvalenze sono state di 5 milioni nel 2024-25, circa 7 milioni nel 2025-26 e 15-20 milioni nell’ultima estate. In quest’ultimo periodo, la cessione «temporanea» di Nico Paz ha generato 7 milioni di plusvalenza, tra il valore residuo di 3 milioni e il riacquisto del Real a 10. Per sostenere il progetto europeo serviranno dunque cessioni mirate e reinvestimenti continui, seguendo una strada simile a quella dell’Atalanta.