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Italia, dopo il “no” di Guardiola il favorito è Pirlo: il punto

L'ex allenatore della Juventus piace a Maldini e Leonardo

Italia, dopo il “no” di Guardiola il favorito è Pirlo: il punto

Dopo giorni di contatti, incontri e trattative, Paolo Maldini ha dovuto incassare il rifiuto di Pep Guardiola. La risposta dell’allenatore catalano è arrivata nella notte tra giovedì e venerdì, spegnendo definitivamente il sogno di portare il tecnico sulla panchina della Nazionale italiana.

Guardiola aveva accolto con grande interesse e orgoglio la proposta di diventare commissario tecnico azzurro, ma dentro di sé aveva già maturato una decisione sul proprio futuro: prendersi un anno sabbatico dopo un lungo periodo ai massimi livelli. Una scelta che non faceva dal 2012/13, prima dell’esperienza al Bayern Monaco e delle dieci stagioni alla guida del Manchester City.

A far vacillare le sue convinzioni era stata la proposta arrivata dalla Federazione, sostenuta dal presidente federale Giovanni Malagò, dal direttore tecnico Paolo Maldini e dall’advisor Leonardo. Guardiola si era preso alcuni giorni per riflettere, attirato dalla possibilità di guidare l’Italia e da un progetto che avrebbe previsto anche uno staff di alto livello per ridurre il carico di lavoro quotidiano.

Alla fine, però, ha prevalso la volontà di fermarsi e dedicare tempo alla famiglia e alla propria vita privata. Una decisione lontana da motivazioni economiche, ma legata soprattutto a esigenze personali.

Archiviato il sogno Guardiola, la Federazione accelera per individuare il nuovo commissario tecnico. Il nome in cima alla lista è quello di Andrea Pirlo, profilo gradito a Maldini e Leonardo. L’attuale allenatore dello United FC di Dubai viene considerato l’uomo giusto per avviare un percorso di ricostruzione della Nazionale con un progetto di medio-lungo periodo.

Nelle ultime ore non risultano contatti né con Roberto Mancini né con Antonio Conte, circostanza che rafforza l’ipotesi Pirlo. L’ex regista dovrà prima risolvere il contratto con il club emiratino, ma l’operazione appare semplice e potrebbe concludersi rapidamente.

La scelta sembra quindi orientarsi verso la linea proposta da Maldini e Leonardo, nonostante la Lega Serie A avesse spinto per Conte e Malagò avesse inizialmente sostenuto la candidatura dell’amico Mancini.