Rasmus Hojlund corre, si muove, prova a farsi trovare dai compagni, ma troppo spesso resta fuori dal cuore dell’azione. È questo uno dei primi problemi emersi nel Napoli di Massimiliano Allegri in questa fase iniziale della stagione: il centravanti danese è una presenza costante nell’undici titolare, ma il pallone arriva raramente dalle sue parti quando conta davvero, ovvero dentro l’area avversaria.
L’attaccante è stato infatti sempre scelto dal primo minuto dal tecnico toscano, senza però riuscire a diventare un punto di riferimento effettivo della manovra offensiva. A fotografare la situazione sono soprattutto i dati forniti da Opta, che permettono di misurare concretamente quanto Hojlund venga coinvolto negli ultimi metri.
Nelle prime giornate della Serie A 2026/2027, l’ex Atalanta e Manchester United ha giocato complessivamente 363 minuti e ha toccato il pallone nell’area di rigore avversaria soltanto 14 volte. Significa una presenza ogni 26 minuti. Tra i centravanti che hanno disputato almeno 350 minuti in campionato, soltanto Paul Mendy ha registrato un dato peggiore, con un pallone giocato in area ogni 33 minuti.
Numeri che descrivono bene il momento del 23enne, chiamato a confermare quanto fatto nella precedente esperienza napoletana. Nelle prime cinque partite stagionali Hojlund ha calciato otto volte verso la porta e ha trovato il gol in due occasioni. L’obiettivo, inevitabilmente, sarà provare ad avvicinare nuovamente quota 12, vale a dire il numero di reti segnate nella scorsa stagione con il Napoli di Conte.
Il problema, però, non riguarda soltanto il centravanti danese. Il rendimento degli attaccanti nelle squadre di Allegri è stato spesso oggetto di discussione e anche la scorsa annata al Milan aveva offerto indicazioni significative. Leao, Nkunku, Pulisic, Gimenez e Fullkrug, cinque giocatori offensivi utilizzati dal tecnico rossonero nel campionato 2025/2026, non sono riusciti a raggiungere la doppia cifra.
Leao, oggi al Galatasaray, ha chiuso con sette reti, mentre Nkunku si è fermato allo stesso numero. Pulisic ha realizzato sette gol, Fullkrug appena uno, contro il Lecce, mentre Gimenez non è riuscito a segnare neppure una volta. Nel complesso, gli attaccanti del Milan hanno prodotto 25 gol in campionato.
Per avere un termine di paragone, la coppia formata da Douvikas e Nico Paz ne ha realizzati 26 da sola, mentre Lautaro Martinez e Thuram hanno raggiunto insieme quota 30. Sono confronti che non spiegano tutto, ma che evidenziano quanto la produzione offensiva possa incidere sul rendimento di una squadra.
Adesso il tema si ripropone a Napoli, con Hojlund al centro della questione. Per trasformare la sua presenza fisica e i suoi movimenti in gol servirà innanzitutto aumentare il numero di palloni giocabili negli ultimi sedici metri. Il danese può fare la sua parte, ma senza un Napoli capace di accompagnare con maggiore continuità l’azione offensiva, il rischio è che il numero nove continui a combattere una partita troppo spesso da solo.