La strada che portava a Pep Guardiola si è chiusa prima ancora di diventare una vera possibilità. La suggestione di affidare all’allenatore catalano la nuova Italia aveva affascinato l’ambiente federale, tanto da portare a un contatto e a una riflessione interna. Ma la risposta è stata chiara: Guardiola oggi non cerca una panchina.
Dopo dieci anni al Manchester City e una carriera vissuta tra trofei, idee rivoluzionarie e nuove sfide, il tecnico ha scelto di fermarsi. La priorità, almeno per il momento, è dedicarsi ad altro e vivere una quotidianità lontana dalle pressioni del calcio.
“Mentalmente non mi manca nulla, non sento il desiderio di restare in panchina… ho cominciato ad allenare a trentasette anni, ora voglio provare a scoprire cosa c’è senza pallone, a essere felice facendo cose che non siano legate a ciò che ho sempre fatto… Amo il mio lavoro, ma arriva un momento in cui senti che ti devi prendere una pausa, forse un giorno mi sveglierò e mi dirò che devo tornare, devo sentire che mi manca, adesso non è così”.
Una scelta che chiude quindi il capitolo Guardiola e obbliga la Federazione a concentrarsi sui candidati rimasti in corsa. La nuova guida azzurra dovrà essere individuata in tempi brevi, con l’obiettivo di aprire un ciclo capace di riportare l’Italia ai vertici dopo le ultime delusioni internazionali.
Il nome più forte resta quello di Andrea Pirlo. L’ex regista della Nazionale è il profilo sostenuto da Paolo Maldini e Leonardo, chiamati a contribuire alla ricostruzione dell’area tecnica italiana. La sua candidatura nasce dall’idea di puntare su una figura con grande esperienza da calciatore e una precisa identità calcistica.
Giovanni Malagò non ha chiuso la porta, ma valuta con attenzione la scelta. Il presidente federale considera fondamentale trovare un tecnico in grado di garantire equilibrio e risultati immediati: affidarsi a Pirlo rappresenterebbe una scommessa importante, seppur legata a un nome dal prestigio assoluto.
Resta sullo sfondo Roberto Mancini, già protagonista della rinascita azzurra culminata con la vittoria dell’Europeo nel 2021. La sua conoscenza dell’ambiente e la capacità di gestire un gruppo internazionale rappresentano elementi a suo favore, anche se il ritorno appare oggi meno probabile.
Non è ancora completamente fuori dai giochi nemmeno Antonio Conte. L’ex allenatore del Napoli continua a essere considerato una soluzione di alto livello per una situazione complicata, grazie alla sua esperienza e alla capacità di trasmettere rapidamente idee e mentalità alle squadre.
La decisione finale arriverà a breve. Maldini, Leonardo e Malagò saranno chiamati a trovare una sintesi tra esigenze tecniche e opportunità del momento. Guardiola ha scelto di fermarsi, ma la corsa per la panchina azzurra resta apertissima: Pirlo, Mancini e Conte aspettano il verdetto.