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Fallimento Germania, quante critiche in patria

La Germania di Nagelsmann sta ricevendo svariate critiche al ritorno in patria: nel mirino l'allenatore ma anche i giocatori.

Fallimento Germania, quante critiche in patria

La Germania saluta il Mondiale tra delusione e interrogativi sul futuro. L’eliminazione ai sedicesimi di finale contro il Paraguay, arrivata ai calci di rigore, ha riaperto immediatamente il dibattito sulla panchina della Nazionale e sul destino di Julian Nagelsmann. Tra i nomi che inevitabilmente tornano d’attualità c’è quello di Jürgen Klopp, presente negli Stati Uniti come opinionista televisivo e indicato da molti come il profilo ideale per rilanciare la Mannschaft.

Proprio Klopp, subito dopo la sfida persa dai tedeschi, si è trovato a commentare la prestazione della squadra e a rispondere alle domande sul suo possibile ritorno in panchina. L’ex allenatore del Liverpool ha preferito non alimentare le indiscrezioni: “Capisco che il mio nome venga menzionato. Ma non è il momento di parlarne, soprattutto non con me”. Una risposta diplomatica che non chiude del tutto la porta, nonostante il contratto con Red Bull fino al 2029.

Nagelsmann, invece, ha ribadito di non avere intenzione di dimettersi: “Non sono uno che scappa, decideranno altri”. La Federazione tedesca dovrà ora valutare il da farsi. Il direttore sportivo Rudi Völler sarebbe orientato a confermare il commissario tecnico, mentre il presidente Bernd Neuendorf ha annunciato che la questione verrà affrontata al rientro della squadra in Germania durante una riunione del consiglio federale.

L’ennesima eliminazione prematura rappresenta comunque un duro colpo per una nazionale che continua a vivere una crisi profonda. Dopo le delusioni del 2018 e del 2022, anche questa volta la Germania non è riuscita a competere fino in fondo. Se in Russia e Qatar il cammino si era fermato nella fase a gironi, stavolta il passaggio del primo turno non è bastato a evitare un’altra clamorosa uscita di scena.

Le responsabilità sono diffuse. Una rosa ricca di talento non è mai riuscita a esprimere il proprio potenziale con continuità. Florian Wirtz e Jamal Musiala hanno alternato buone giocate a lunghi momenti di difficoltà, Manuel Neuer non è più riuscito a garantire la sicurezza di un tempo, mentre Kai Havertz ha vissuto un torneo complicato culminato con il rigore fallito nella serie decisiva. Nemmeno giocatori ormai affermati come Pavlovic e Nmecha sono riusciti a fare la differenza nei momenti chiave.

Non sono mancate neppure le critiche alle scelte tecniche. L’utilizzo di Joshua Kimmich come terzino, anziché nel suo ruolo naturale di regista, ha fatto discutere, così come la decisione di schierare quasi tutti i titolari nell’ultima gara del girone contro l’Ecuador, quando il primo posto era già assicurato. Una scelta che potrebbe aver pesato sul piano fisico nella successiva sfida contro il Paraguay.

Molto severi anche alcuni grandi ex della nazionale. Lothar Matthäus ha chiesto apertamente un cambio in panchina, Miroslav Klose ha definito quella contro il Paraguay una delle peggiori prestazioni degli ultimi anni, mentre Mats Hummels ha parlato della necessità di aprire un nuovo ciclo. Diversa la posizione del capitano Joshua Kimmich, che ha difeso il commissario tecnico assumendosi le responsabilità del fallimento: “La colpa è nostra, non dell’allenatore”.

La sensazione è che il problema vada oltre il singolo risultato. La Germania dispone ancora di calciatori di alto livello, ma continua a faticare nel trasformare il talento individuale in una squadra competitiva. Per questo il confronto sul futuro è appena iniziato e il nome di Klopp continuerà inevitabilmente a occupare il centro della scena, anche se l’ex tecnico dei Reds, almeno per il momento, preferisce restare defilato.