Le parole

Lazio, Gattuso: “Ho buonissime sensazioni, dobbiamo pedalare”

Gennaro Ivan Gattuso, nuovo allenatore della Lazio, ha toccato tanti temi nel giorno della sua presentazione da allenatore biancoceleste.

Lazio, Gattuso: “Ho buonissime sensazioni, dobbiamo pedalare”

Gennaro Gattuso inaugura ufficialmente la sua avventura sulla panchina della Lazio. Dopo la firma sul contratto che lo legherà al club biancoceleste fino al 2028, il tecnico si è presentato in conferenza stampa tracciando le linee guida del nuovo progetto. Consapevole delle difficoltà che lo attendono, l’ex commissario tecnico della Nazionale ha parlato con realismo ma anche con grande entusiasmo.

“Sono orgoglioso, ho buonissime sensazioni. Penso che dobbiamo continuare su questa squadra, sappiamo quali sono le problematiche, so bene che c’è da mettere l’elmetto, lavorare e pedalare”.

Gattuso sa che la stagione non sarà semplice, ma ha spiegato di aver accettato la sfida dopo aver valutato ogni aspetto della situazione. L’obiettivo, ha ribadito, sarà quello di costruire un gruppo unito e capace di coinvolgere i tifosi.

“È una sfida, con qualche giocatore ho lavorato. Ho contemplato tutto, sappiamo che dobbiamo fare due o tre cose. L’obiettivo è creare un clima familiare e avere una squadra che diverte la gente e che la fa sentire orgogliosa”.

Dal punto di vista tattico, il nuovo allenatore biancoceleste ha chiarito di voler proporre un calcio diverso rispetto a quello della precedente gestione, pur riconoscendo il valore del lavoro svolto da Maurizio Sarri.

“Noi dobbiamo capire che vogliamo fare, avere una linea che rompe, linea più alta di quella di Maurizio, per me grandissimo allenatore, ma rispetto al quale farei cose diverse. Senza Gila ci serve un sostituto ma ho chiesto un po’ di pazienza, prima devo capire chi ho in casa e valorizzarlo visto che non abbiamo molti soldi. Dobbiamo sbagliare il meno possibile”.

Il mercato rappresenta inevitabilmente uno dei temi più caldi. Gattuso ha confermato la necessità di intervenire soprattutto in difesa, senza però sbilanciarsi troppo sui nomi.

“Dobbiamo vedere, sicuro un centrale di difesa, poi vedremo in attacco perché bisogna valutare Ratkov che ha avuto difficoltà, un paio di cose bisogna farle ma per rispetto di chi fa parte della rosa non sarebbe giusto parlarne oggi. La base c’è, ma dovremo fare delle operazioni. A centrocampo abbiamo giocatori buoni, sui terzini siamo tanti anzi”.

Tra i pali, dopo l’addio di Provedel, il tecnico ha mostrato piena fiducia nei portieri a disposizione.

“Abbiamo Mandas e Motta, ora dobbiamo lavorare con serenità e isolarci anche dall’ambiente che ora non è ideale ma la nostra strada è il lavoro, la professionalità e il senso di appartenenza. Cambiare sarà difficile ma sicuramente la voglia non deve mancare”.

Per Gattuso si tratta di un ritorno in Serie A dopo cinque anni trascorsi all’estero, un periodo che considera fondamentale per la propria crescita professionale.

“Volevo un percorso diverso. Io penso che all’estero si migliora perché abbini la tua cultura e mentalità con qualcosa di nuovo. Noi italiani pensiamo di essere i migliori perché bravi a livello tattico ma il calcio cambia velocemente e in questi ultimi anni ho voluto prendere un pezzo da ogni parte per completarmi”.

Inevitabile anche un passaggio sulla recente esperienza alla guida della Nazionale e sulla mancata qualificazione ai Mondiali.

“Ringrazio tutti i ragazzi che ho allenato. Mi hanno dato tutto. Il calcio è composto da episodi e non possiamo farci nulla. Da giocatore ho avuto un po’ di fortuna ma ora da allenatore è arrivata la mazzata sui denti. Quel poco di buono fatto è stato cancellato per i rigori e nessuno se ne ricorda. Sono molti anni che sono in questo mondo e lo so. C’è rabbia ma sono fiducioso, altrimenti non stavo qua”.

Tra gli argomenti affrontati anche l’assenza del presidente Claudio Lotito durante la presentazione. Gattuso ha spiegato di aver apprezzato la scelta, sottolineando il rapporto diretto che li lega.

“Dispiaciuto? Sinceramente è meglio. Ci fosse stato il presidente, si sarebbe parlato solo di lui. L’ho trovata una scelta rispettosa nei miei confronti. Lotito deve fare il presidente. Il presidente meno parla meglio è. Questa deve essere la linea. Sta a noi creare qualcosa di carino, poi vediamo. Io la vedo così, dico quello che penso”.

Successivamente ha aggiunto:

“Io con lui ho un rapporto franco, gli dico tutto quello che gli devo dire e gli ho detto di sistemare qualcosina in difesa. Il problema è che ha troppi telefonini e lo chiama il mondo. Quindi lui lo sa, la squadra è sua e se vuole dire qualcosa lo può dire a me e alla squadra e spero risponda meno al cellulare. Noi dobbiamo stare bene insieme, siamo suoi dipendenti ma le cose vanno sempre dette con educazione”.

In chiusura, il nuovo allenatore biancoceleste ha commentato anche la cessione di Mario Gila al Milan, spiegando come sia stato lui stesso a spingere affinché l’operazione andasse in porto.

“Se fosse stato per Fabiani e Lotito, il giocatore sarebbe stato qua. Sono stato io a convincerli, chi non vuole stare qua deve andare. Chi vuole rimanere deve farlo con la testa. Ho parlato con Mario ed è stato onesto, mi ha raccontato dei soldi che gli offrivano. Ha dato tutto, la sua professionalità non si può discutere. Non poteva più rimanere, tra i parametri finanziari e il contratto, era arrivato il suo momento. Chapeau al direttore che ha fatto una giocata da fantasista, ma è giusto che sia andato via”.

Con idee chiare, schiettezza e il consueto carattere, Gattuso ha dato il via alla sua nuova avventura. Adesso, dalle parole, la Lazio dovrà passare ai fatti, con il mercato chiamato a completare una rosa che il tecnico ritiene già dotata di una buona base, ma ancora bisognosa di alcuni interventi mirati.