Alla vigilia della sfida contro l’Iraq, la Francia si affida ancora una volta al suo leader assoluto. Kylian Mbappé è il simbolo di una nazionale che punta apertamente alla conquista del Mondiale e che, rispetto al passato, si presenta con un’identità ancora più offensiva.
Il fuoriclasse del Real Madrid non ha dubbi sul percorso della sua squadra: «Nel 2018 ho giocato a destra, nel 2022 a sinistra e oggi al centro. Per me cambia poco. Quello che conta è essere al centro del gioco».
Poi lancia un messaggio chiaro alla concorrenza: «Questa Francia è più offensiva rispetto alle ultime due edizioni del Mondiale. Vogliamo scrivere la storia del nostro Paese».
Parole da leader per una nazionale che arriva da due finali consecutive: il trionfo del 2018 contro la Croazia e la sconfitta ai rigori contro l’Argentina di Lionel Messi nel 2022.
Deschamps predica prudenza contro l’Iraq
Tra la Francia e la qualificazione c’è l’ostacolo Iraq, una sfida che il commissario tecnico Didier Deschamps non vuole assolutamente sottovalutare.
«Se pensiamo che sarà una partita semplice rischiamo grosso. L’Iraq ha eliminato la Bolivia, ha pareggiato con la Spagna in amichevole e contro la Norvegia è rimasto in partita fino agli ultimi minuti», ha spiegato il tecnico francese.
L’allenatore, arrivato probabilmente al suo ultimo Mondiale sulla panchina dei Bleus, prepara qualche cambiamento: «Ho almeno venti giocatori che possono partire titolari».
Possibile turnover: Koné scalda i motori
Dalla Francia filtrano alcune possibili novità di formazione. Theo Hernandez, Aurélien Tchouaméni e Désiré Doué potrebbero lasciare spazio a forze fresche.
In particolare, Manu Koné, centrocampista della Roma, è pronto a ritagliarsi un ruolo importante dopo essersi allenato accanto a Adrien Rabiot durante la settimana.
La svolta offensiva vista contro il Senegal ha dato indicazioni precise: lo spostamento di Michael Olise alle spalle di Mbappé e il ritorno di Ousmane Dembélé sulla fascia hanno aumentato la pericolosità della squadra, mentre l’ingresso di Bradley Barcola ha portato maggiore profondità.
La partita numero 100 e una nuova rincorsa ai record
La sfida contro l’Iraq avrà un significato speciale per Mbappé, che raggiungerà la prestigiosa quota di 100 presenze con la Francia.
Un altro traguardo che si aggiunge a una carriera già straordinaria. Con 58 gol, infatti, è già il miglior marcatore della storia dei Bleus.
Nel mirino c’è anche la classifica cannonieri del Mondiale. Al momento Lionel Messi è in testa dopo la tripletta all’Algeria, mentre Mbappé insegue a quota due reti insieme a Erling Haaland e ad altri protagonisti del torneo.
Nonostante la rivalità, il francese rende omaggio ai due giganti del calcio moderno.
«Messi è il più forte di tutti e dopo di lui c’è Cristiano Ronaldo. Io, Haaland e gli altri veniamo dopo».
Il futuro tra calcio e Stati Uniti
Mbappé guarda avanti, ma con un’idea precisa: non intende prolungare la carriera fino a quarant’anni.
«No, non mi vedrete giocare fino a quell’età. Smetterò prima. Non so ancora cosa farò dopo, magari allenare potrebbe essere interessante».
Poi apre a un possibile futuro negli Stati Uniti.
«Mi piace molto la cultura americana e David Beckham me l’ha proposto diverse volte».
L’ipotesi porta inevitabilmente all’Inter Miami, il club che ha già accolto Messi e che da tempo sogna di riunire le grandi stelle del calcio mondiale.
Nel frattempo, però, c’è un altro obiettivo che occupa tutti i pensieri del numero 10 francese: vincere il Mondiale e lasciare un’altra impronta nella storia del suo Paese.