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Coni-Figc, domani il giorno della verità per Malagò

La Giunta si riunirà alle 13 e potrebbe essere seguita dal Consiglio Nazionale: sul tavolo il conflitto d’interessi dei componenti chiamati a votare

Coni-Figc, domani il giorno della verità per Malagò

Non sarà una semplice votazione. Quando domani alle 13 si riunirà la Giunta del Coni, la partita sul possibile commissariamento della Figc entrerà nel suo momento decisivo, ma prima ancora di arrivare al merito del provvedimento bisognerà stabilire chi potrà effettivamente partecipare al voto. È questo il nodo che nelle ultime ore ha trasformato una vicenda già delicata in un autentico caso istituzionale.

Chi può votare?

Gli aventi diritto in Giunta sono sedici, ma lo Statuto del Coni prevede che non possa partecipare alla decisione chi si trovi in una situazione di conflitto d’interessi. Il problema è che non esiste un inquadramento normativo sufficientemente preciso che stabilisca quando questa condizione si configuri.

Da qui nasce il confronto che rischia di precedere e condizionare il voto sul commissariamento richiesto dopo il mancato tesseramento di Giovanni Malagò al momento della candidatura alla presidenza della Figc.

La discussione riguarda in particolare le posizioni di Elisabet Spina, rappresentante dei tecnici in Giunta e responsabile del settore femminile del Milan, e di Diana Bianchedi, rimasta per tredici giorni a capo delegazione della Nazionale prima della risoluzione del contratto con la Figc il 30 settembre.

Il parere dell’Anac non risolve il problema

Proprio sulle due posizioni il Coni aveva chiesto un parere all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione. La risposta, però, non ha sciolto il nodo: l’Anac ha infatti comunicato di non avere competenza sulla questione, rimettendo la decisione allo stesso Comitato olimpico.

E così resta da capire anche quale organismo interno al Coni dovrà stabilire chi potrà prendere parte alla votazione.

Tra le ipotesi c’è il Collegio dei Revisori dei Conti, al quale il Coni ha già segnalato i potenziali conflitti di interesse di Bianchedi e Spina, oltre a quello considerato evidente dello stesso Malagò, chiedendo che tutti vengano esclusi dalla trattazione della delibera.

La Figc segnala altri possibili conflitti

La Federazione, però, ha contestato questa impostazione. La Figc ha fatto sapere ai Revisori di non ravvisare un conflitto d’interessi nelle posizioni di Bianchedi e Spina e ha portato all’attenzione del Collegio anche altri due nomi: Francesco Montini, presidente dal 2024 del Gruppo Sportivo Fiamme Oro, affiliato alla Figc attraverso il Comitato Regionale della Campania, e Tania Cagnotto.

Il Collegio dei Revisori, secondo quanto emerge, sarebbe orientato a non assumere una posizione sulla questione. Da qui prende ulteriore forza l’ipotesi secondo cui la decisione finale potrebbe ricadere direttamente sul presidente del Coni Luciano Buonfiglio.

Una prospettiva che rende ancora più delicata la posizione dello stesso numero uno del Comitato olimpico.

Il caso del figlio di Buonfiglio

Nelle ultime ore, infatti, è emerso un nuovo elemento che riguarda Marco Buonfiglio, figlio del presidente del Coni.

Il Venezia Football Club ha confermato che dall’inizio della stagione il giovane lavora per Elevate, agenzia internazionale attiva nel settore dello sport e dell’intrattenimento, seguendo anche alcuni progetti legati direttamente al club veneto.

Tra le attività c’è la parte corporate del nuovo stadio del Venezia, la cui inaugurazione è prevista per il prossimo autunno. Il lavoro comprende aspetti commerciali come naming rights, hospitality e sponsorizzazioni, ambiti sempre più importanti nei bilanci delle società calcistiche.

È un incarico che aggiunge quindi un elemento significativo al dibattito sul possibile conflitto d’interessi del presidente del Coni.

Una posizione sempre più delicata

Il tema diventa particolarmente sensibile proprio alla luce dell’eventuale commissariamento della Figc. Se Buonfiglio dovesse assumere personalmente l’incarico di commissario, il rapporto professionale del figlio con una società affiliata alla Federazione potrebbe diventare un elemento di discussione ancora più rilevante.

Ma anche l’eventuale scelta di un commissario esterno non eliminerebbe automaticamente tutte le questioni legate alla posizione del presidente del Coni.

Il nuovo incarico di Marco Buonfiglio arriva inoltre dopo quello nella Kings League, che potrebbe essere stato lasciato proprio in concomitanza con l’attività per Elevate, anche se sui suoi profili social risultava ancora, almeno fino a ieri, il ruolo di direttore commerciale della competizione ideata da Gerard Piqué.

Domani la resa dei conti

Il calendario è ormai definito: domani alle 13 la Giunta, poi eventualmente il Consiglio Nazionale. Prima del voto, però, bisognerà chiarire chi potrà partecipare alla decisione e quale organismo avrà l’ultima parola sui presunti conflitti d’interesse.

Il tema formale resta quello del rispetto delle regole e dei pareri giuridici. Ma più ci si avvicina alla decisione, più la vicenda assume una dimensione che va oltre gli aspetti strettamente tecnici.

Per questo, la giornata di domani non sarà soltanto quella nella quale il Coni potrebbe decidere il futuro della Figc. Sarà anche il banco di prova per gli equilibri interni al mondo dello sport italiano.