Ritorno da titolare

De Bruyne pronto a prendersi sulle spalle il Napoli

Il belga, dopo le panchine nelle prime due giornate, punta a una maglia da titolare domani contro l'Inter

De Bruyne pronto a prendersi sulle spalle il Napoli

Scott McTominay dovrà affrontare un intervento di ablazione, mentre Frank Anguissa è chiamato a ritrovare quell’esplosività atletica che sembra essersi smarrita. Il Napoli si presenta così a un passaggio delicato, un’emergenza non clamorosa ma evidente, che impone di guardare alle difficoltà senza nasconderle. E a San Siro, dove servirà una prestazione capace di accendere la serata, la scintilla può arrivare da Kevin De Bruyne.

Il belga rappresenta infatti la soluzione più naturale per affidarsi alla qualità nei momenti complessi. Il suo talento fuori categoria gli permette di leggere il gioco in anticipo e di cercare la giocata decisiva là dove gli altri faticano persino a immaginarla. È una caratteristica che lo rende speciale: una rapidità di pensiero che, come sottolinea Allegri, gli consente di vedere «ciò che gli altri non vedono». Alla Scala del calcio potrebbe arrivare anche la prima gara da titolare, dopo le apparizioni dalla panchina contro Marassi e Como. «È arrivato in ritardo ma è già in buona condizione. I grandi calciatori, quelli come lui, possono giocare ovunque perché riescono a trovare la posizione migliore». Nel frattempo sono trascorsi altri cinque giorni, accompagnati da altrettanti allenamenti, e la condizione fisica sembra avvicinarsi sempre più alle esigenze del suo calcio.

De Bruyne può essere utilizzato in diversi modi nel Napoli di Allegri. Nel 4-3-3 può agire da mezzala, ma non è esclusa una soluzione con due play, oppure un centrocampo costruito attorno a un regista e a un Anguissa finalmente recuperato sul piano atletico.

Su Lobotka, del resto, il Napoli ha costruito una vera certezza. In sei anni – due dopo il suo arrivo – lo slovacco è diventato il punto di riferimento della squadra: duecentoquarantuno partite (tre gol, materia di competenza altrui) ne raccontano leadership, continuità e qualità tecnica. Sarà ancora lui il faro davanti alla difesa, incaricato di costruire e interrompere il gioco avversario.

I Fab Four azzurri si sono dissolti prima ancora di poter condividere il campo. In una sfida che profuma di scudetto — due a testa negli ultimi quattro anni — Lobotka resta il pilastro, mentre De Bruyne incarna il nuovo corso di Max Allegri. Un ritorno importante, soprattutto dopo i cinque mesi circa di stop della stagione scorsa, interrotti proprio quando aveva iniziato a incidere: quattro gol in otto partite, oltre alla rete di Genova e all’assist per Vergara.