La Juventus cerca una svolta dopo la battuta d’arresto contro la Lazio e Luciano Spalletti prova a ricompattare l’ambiente partendo dal dialogo. Il tecnico ha avviato una fase di confronto con la squadra, consapevole che le prossime sei gare, comprese due in Europa League, saranno decisive per valutare i progressi del gruppo prima della sosta. La fiducia della società è un tema delicato e l’allenatore sa di dover ottenere risposte immediate, sia sul piano dei risultati sia su quello dell’atteggiamento.
Alla ripresa degli allenamenti, Spalletti ha riunito i giocatori per discutere delle difficoltà emerse nell’ultima partita. L’obiettivo è evitare che le tensioni compromettano il lavoro svolto finora e trovare un’intesa sulle soluzioni da adottare. Il tecnico ha ribadito la propria disponibilità a mettersi in discussione, senza però rinunciare alle basi costruite dall’inizio della stagione. Il confronto con Gleison Bremer, finito al centro delle polemiche per alcune dichiarazioni dopo la sfida con i biancocelesti, si è concluso con le scuse del difensore, che ha riconosciuto di essersi espresso male. Il brasiliano voleva scuotere i compagni, ma il suo intervento gli costerà una multa.
Proprio dalla difesa potrebbe arrivare il primo cambiamento concreto. Spalletti intende riproporre il reparto a tre, modulo che valorizza maggiormente Bremer e può offrire nuove opportunità anche a Gatti e Kelly, finiti ai margini nelle ultime settimane. La retroguardia è il settore in cui le rotazioni appaiono più praticabili, mentre gli altri reparti devono fare i conti con assenze e alternative limitate.
A centrocampo pesano le indisponibilità di Locatelli e Thuram, mentre davanti la situazione è condizionata dagli stop di Conceição e Yildiz. Anche l’idea del doppio centravanti dovrà essere valutata con attenzione: la rosa dispone soprattutto di attaccanti esterni e le opzioni sulle fasce sono ridotte. Il 4-2-3-1 immaginato inizialmente presenta quindi diversi ostacoli, sia per la mancanza di una punta in grado di sostenere da sola il peso dell’attacco sia per le caratteristiche dei calciatori disponibili.
Tra le possibili soluzioni c’è un impiego più centrale di McKennie, chiamato a sostenere due attaccanti e a garantire presenza tra le linee. Un assetto che potrebbe favorire anche Kolo Muani, mentre Woltemade e Nico Gonzalez avrebbero la possibilità di giocarsi le proprie carte in una zona più vicina alla porta. Resta da capire se si tratterà di un adattamento temporaneo oppure della base per un progetto tattico più duraturo.
Al di là dei moduli, però, la priorità resta la reazione mentale. Spalletti ha chiesto ai suoi maggiore determinazione e compattezza, facendo leva sulla serietà dimostrata durante gli allenamenti. Il tecnico ha voluto trasmettere fiducia al gruppo, invitandolo a trasformare il momento difficile in un’occasione per ritrovare unità. Le parole possono aiutare a ricucire gli strappi, ma sarà il campo a stabilire se il confronto avrà prodotto gli effetti sperati. Le prossime partite diranno se la Juventus saprà ritrovare continuità e se la nuova strada indicata dall’allenatore sarà quella giusta.