Le coppe

Male in Champions, bene in Europa e Conference: il punto

Milan, Juventus e Atalanta alzano il tiro

Male in Champions, bene in Europa e Conference: il punto

Certo, da una parte c’è la Champions League, il meglio del calcio per club al mondo. Dall’altra l’Europa e la Conference League, competizioni in cui trovano spazio nobili decadute e squadre provenienti da campionati di livello inferiore. Ma non basta questo a spiegare la differenza tra le quattro sconfitte delle italiane nella coppa più prestigiosa e i tre successi su tre nelle altre due. Davvero Club Brugge, Villarreal e Feyenoord sono così superiori a Salisburgo e Celta Vigo?

Nel calcio, spesso, gli episodi decidono le partite. Il “Pepo” Martinez che esce a vuoto, le occasioni sprecate dall’Inter, i calci d’angolo nel finale che condannano la Roma contro il Real e il passaggio all’indietro di Politano, seguito dal tiro da fuori che cambia la gara del Napoli con il Villarreal. Tutti momenti che possono indirizzare un risultato. Ma non si può attribuire tutto alla sfortuna. La troppa sicurezza, gli spazi concessi agli avversari e le difficoltà nella gestione dei calci piazzati potrebbero essere altrettante spiegazioni. Per il Como, invece, una serata negativa dopo il successo contro il Lipsia è comprensibile, soprattutto per una squadra al debutto in Champions.

La situazione resta complicata: Napoli e Inter sono ancora a zero punti, mentre la Roma è ferma a quota uno dopo due giornate. La qualificazione ai playoff, tuttavia, rimane un obiettivo alla portata.

In Europa League, il quadro è più incoraggiante. Milan e Juventus partono tra le favorite, anche se non mancano avversarie insidiose come Bayer Leverkusen, Lione, Besiktas e Benfica, che ha già messo in difficoltà i rossoneri a San Siro.

Anche l’Atalanta può puntare in alto in Conference League, nonostante la concorrenza di Brighton, Monaco e Ajax.

Insomma, la Champions potrebbe restare un miraggio, ma ci sono buone possibilità di conquistare almeno una delle altre due coppe. A patto di evitare blackout contro avversarie considerate inferiori, un grande classico del calcio italiano.