Sedicesimi di finale

Torino-Monza e Parma-Cremonese, la Coppa Italia per svoltare

I granata sfidano il Monza dell’ex Juric dopo i due ko in campionato, al Tardini incrocio delicato tra Cuesta e Giampaolo: in palio non c’è solo la qualificazione

Torino-Monza e Parma-Cremonese, la Coppa Italia per svoltare

La Coppa Italia arriva nel momento ideale per provare a cancellare le prime delusioni stagionali. Torino, Parma e Cremonese si presentano all’appuntamento con motivazioni differenti ma con la stessa necessità: trovare una reazione. I granata vogliono lasciarsi alle spalle gli ultimi venti minuti di Reggio Emilia, mentre al Tardini si affrontano due squadre ancora ferme a zero punti in campionato. Per entrambe, dunque, la serata può rappresentare molto più di una semplice parentesi tra una giornata e l’altra di Serie A.

Torino-Monza, Abate pretende una scossa

«Voglio vedere un’energia diversa». Ignazio Abate ha fissato così l’obiettivo del Torino, chiamato questa sera ad affrontare il Monza guidato dall’ex Ivan Juric. Dopo due sconfitte consecutive in campionato, i granata cercano la qualificazione agli ottavi di finale e soprattutto una prestazione capace di restituire fiducia e convinzione allo spogliatoio.

Il tecnico non ha digerito il finale della gara persa contro il Sassuolo e chiede ai suoi calciatori di ritrovare quella capacità di rimanere dentro la partita fino all’ultimo pallone mostrata all’esordio contro il Milan.

«Mi aspetto orgoglio, voglia di vincere, voglia di mettersi in mostra e rabbia nel voler fare risultato», ha spiegato Abate, sottolineando proprio la mancanza di questa componente nella parte conclusiva della sfida di Reggio Emilia.

Il Toro è ancora un cantiere aperto, tra un sistema di gioco completamente nuovo e ben otto innesti da inserire nei meccanismi della squadra. Con il mercato ormai alle battute finali, l’allenatore vuole però cominciare a intravedere una precisa identità.

Luongo in regia, Simeone confermato

Abate sembra orientato a proseguire con il sistema a due punte, riproponendo quindi il 3-4-1-2 o il 3-5-2 già visto contro il Sassuolo. Un cambiamento rispetto alle idee iniziali, quando il lavoro era stato impostato soprattutto sul 3-4-2-1 con due trequartisti.

«Finito il mercato capiremo qual è il vestito migliore per i ragazzi», ha spiegato l’allenatore, intenzionato a scegliere la soluzione più semplice e funzionale alle caratteristiche della rosa.

Contro il Monza dovrebbe esserci spazio per Perri tra i pali e per Ismajli al centro della difesa. In mezzo toccherà al giovane Luongo dirigere le operazioni, mentre Oristanio e Kulenovic potrebbero avere una chance dall’inizio. Simeone, invece, è destinato a partire titolare. Da valutare le condizioni di Casadei, alle prese con un problema fisico che sarà approfondito nelle prossime ore.

Parma-Cremonese, una sfida che pesa

Alle 18, al Tardini, sarà invece il momento di Parma-Cremonese. Due squadre che hanno iniziato il campionato con il piede sbagliato: due sconfitte per i gialloblù, contro Cagliari e Juventus, e altrettanti ko per la formazione di Marco Giampaolo, battuta da Empoli e Modena.

Il momento appare particolarmente delicato per la Cremonese, tanto che iniziano già a circolare i primi nomi per un eventuale cambio in panchina, da Fabio Pecchia ad Andrea Sottil. La posizione di Carlos Cuesta, invece, viene considerata decisamente più solida.

Ecco perché la Coppa Italia può diventare una prima occasione per invertire la rotta. Il Parma vuole andare avanti in una competizione che storicamente gli ha regalato grandi soddisfazioni; la Cremonese, invece, ha bisogno soprattutto di mostrare progressi sul piano del gioco e dell’atteggiamento.

Romero e Fabbian, le novità del Parma

Cuesta dovrebbe evitare un turnover troppo massiccio. La priorità resta il risultato e, soprattutto in una squadra ancora alla ricerca dei propri automatismi, giocare può essere molto più utile che osservare dalla panchina.

Una delle novità potrebbe essere Romero, protagonista di un buon ingresso contro la Juventus. L’argentino ha mostrato di essere un attaccante diretto, capace di puntare rapidamente la porta, calciare dalla distanza e sfruttare anche il gioco aereo. Soltanto una grande parata di Vicario gli ha negato il primo gol italiano.

L’idea è affiancarlo a Touré, particolarmente efficace quando può attaccare gli spazi e giocare in appoggio a un compagno. Il Parma dovrebbe dunque muoversi ancora tra il 4-3-3 e un 4-4-2 più camaleontico.

A centrocampo può trovare spazio anche Fabbian, arrivato dalla Fiorentina e pronto a garantire inserimenti e pericolosità offensiva. Al suo fianco potrebbero agire Keita e Bernabè, con quest’ultimo chiamato a dettare i tempi della manovra.

Mercato e identità da costruire

Il Parma resta inevitabilmente una squadra in costruzione, soprattutto considerando gli ultimi movimenti di mercato. Dopo Diego Carlos, arrivato ieri, e il terzo portiere Ghidotti, toccherà a Cuesta dare una fisionomia definitiva alla rosa.

Lo stesso vale per il Torino: Abate sta ancora cercando il suo undici ideale, ma la Coppa Italia può già fornire indicazioni preziose. Per entrambe le sfide, insomma, la posta in palio va oltre la semplice qualificazione: servono vittorie, ma soprattutto segnali. Una scossa per il Torino, una reazione per Parma e Cremonese. La stagione è appena iniziata, ma nessuno vuole perdere altro tempo.