C’è un proverbio latino che sembra cucito addosso alla situazione di Rafael Leao in questo Mondiale: nemo propheta in patria. E infatti il percorso dell’attaccante portoghese con la sua nazionale, almeno fin qui, è stato molto lontano dalle aspettative della vigilia. Chi immaginava un Leão protagonista assoluto dopo una stagione complicata al Milan si è trovato davanti a un copione ben diverso, fatto di panchine e spezzoni di partita.
Il dato più evidente è proprio questo: il numero rossonero non è mai partito titolare con la Seleção. In termini di gerarchie, il commissario tecnico Martínez ha scelto soluzioni differenti e più continue, con João Félix ad esempio utilizzato dal primo minuto in due gare su tre. Leao, invece, ha dovuto accontentarsi di un ruolo più marginale, entrando a gara in corso e cercando di incidere in pochi minuti.
L’unica nota davvero positiva è arrivata nella sfida contro l’Uzbekistan di Montella, l’unica vittoria netta del Portogallo nella fase a gironi, dove è riuscito comunque a lasciare il segno con un gol. Un episodio isolato che però non ha modificato la sua posizione nelle scelte tecniche. Anche in vista del sedicesimo contro la Croazia dell’amico Luka Modric, la sensazione è che partirà nuovamente dalla panchina.
Intanto il Mondiale inevitabilmente si intreccia anche con il suo futuro. Il Milan osserva da lontano l’incrocio canadese di Toronto, consapevole che la rassegna iridata può influire su percezioni e scenari di mercato. Nel frattempo, in casa rossonera, Gerry Cardinale continua a lavorare su altri profili per alzare il livello della squadra, mentre la posizione di Leão resta uno dei temi più delicati.
Il portoghese, infatti, non ha mai chiuso del tutto le porte a una possibile nuova esperienza, anche se non esiste al momento una trattativa concreta in grado di spostare davvero gli equilibri. Sogna la Premier League Leao, ma finora nessun club inglese ha trasformato l’interesse in un’offerta ufficiale. L’Arsenal, in particolare, aveva avuto un contatto esplorativo tramite intermediari a fine maggio, senza però sviluppi successivi.
Più defilata ma presente sullo sfondo anche la pista Galatasaray, mentre il resto del panorama europeo osserva senza affondare il colpo. Il Milan, dal canto suo, mantiene una posizione chiara: Leao è sotto contratto fino al 2028 e resta un elemento centrale del progetto, anche grazie all’arrivo di Ruben Amorim, che potrebbe valorizzarne le caratteristiche offensive.
Detto questo, in via Aldo Rossi non esiste più il concetto di intoccabilità assoluta. Di fronte a un’offerta ritenuta adeguata, il club non si opporrebbe a una cessione, segno di un contesto più fluido rispetto al passato. Anche lo stesso Leão sembra aver preso atto di questa nuova realtà, rinviando ogni decisione definitiva al termine del Mondiale.
E forse sarà proprio allora, tra bilanci sportivi e nuove valutazioni tecniche, che si capirà davvero quale direzione prenderà il suo percorso tra Portogallo e Milan.