Il portiere del Deportivo Guabirá, squadra di Montero, nel dipartimento boliviano di Santa Cruz, Juan Manuel Ferrel, avrebbe ricevuto minacce di morte rivolte alla moglie e alla madre prima della partita persa 6-0 contro l’Always Ready di El Alto, nella massima serie (Primera división) del campionato boliviano.
A denunciare l’accaduto è stato l’allenatore del Guabirá, Leonardo Egüez, che ha chiesto l’apertura di un’indagine da parte della Federazione calcistica boliviana (Fbf), della Procura e delle autorità nazionali. Secondo quanto riferito dal tecnico, Ferrel sarebbe stato minacciato e costretto a far subire alla propria squadra almeno tre gol, con la minaccia di uccidere i suoi familiari nel caso in cui non avesse rispettato le richieste.
“Non possiamo fare un’analisi seria se c’è una minaccia di morte“, ha dichiarato Egüez, sottolineando la gravità della situazione e la necessità di fare piena luce sull’accaduto. Il portiere è stato sostituito al 39′ del primo tempo, quando l’Always Ready aveva già realizzato quattro reti, indirizzando di fatto la partita verso una pesante sconfitta per il Guabirá.
Il caso non riguarderebbe soltanto Ferrel. Anche l’attaccante Víctor Ábrego ha raccontato di aver chiesto il cambio per paura che un suo eventuale gol potesse provocare ritorsioni nei confronti dei compagni di squadra e delle loro famiglie. Le dichiarazioni dei due giocatori alimentano quindi i dubbi sulle circostanze che hanno preceduto e accompagnato la gara.
La Federazione calcistica boliviana ha annunciato l’apertura di un’indagine sulle minacce ricevute dai giocatori e sul possibile tentativo di condizionare il regolare svolgimento della partita. L’obiettivo sarà accertare l’origine delle intimidazioni, verificare eventuali responsabilità e stabilire se vi siano stati tentativi di alterare il risultato dell’incontro. L’episodio riaccende così l’attenzione sulla sicurezza dei calciatori e sull’integrità delle competizioni in Bolivia.