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Bastoni, ci risiamo: l’espulsione riaccende i vecchi fantasmi

Per il difensore un'altra grave ingenuità in un 2026 particolarmente complicato.

Bastoni, ci risiamo: l’espulsione riaccende i vecchi fantasmi

La prima vittoria dell’Inter in Champions League ha restituito serenità all’ambiente nerazzurro, a eccezione di Alessandro Bastoni. L’espulsione, arrivata per una doppia ammonizione evitabile, costringerà infatti Cristian Chivu a rinunciare a uno dei suoi difensori più importanti nella delicata trasferta contro il Feyenoord. Un’assenza pesante, soprattutto alla luce delle condizioni fisiche degli altri giocatori del reparto arretrato.

La situazione rischia infatti di diventare particolarmente complicata. John Stones potrebbe tornare tra i convocati già per il derby di campionato, in programma tre giorni prima della sfida europea, ma le sue condizioni dovranno essere valutate attentamente. Ancora più difficile il recupero di Benjamin Pavard, il cui rientro è previsto soltanto per la successiva partita contro il Como. Senza Bastoni e con due elementi ancora indisponibili o non al meglio, Chivu potrebbe dunque ritrovarsi a gestire una vera e propria emergenza difensiva.

A rendere ancora più amaro l’episodio è stata soprattutto la dinamica dell’espulsione. Bastoni non è stato punito per un errore di posizione o per una situazione di gioco particolarmente complicata, ma per una reazione emotiva che avrebbe potuto evitare. Lo stesso allenatore nerazzurro, nel dopopartita, non ha cercato giustificazioni: «È stato provocato ma ha commesso un’ingenuità. Dobbiamo accettare che le altre squadre ci possono provocare e gestire meglio la frustrazione, gesti del genere possono compromettere le partite».

Parole che fotografano il problema di una squadra chiamata a migliorare anche nella gestione dei momenti di tensione. Per Bastoni, inoltre, l’episodio assume un significato particolare perché rappresenta la seconda espulsione del 2026 giocando da centrale in una difesa a tre. Il precedente risale al 31 marzo, quando il difensore era stato espulso direttamente nel playoff mondiale disputato dall’Italia a Zenica contro la Bosnia, una partita poi persa dagli azzurri e rimasta tra i ricordi più dolorosi della stagione.

Le due situazioni presentano dinamiche differenti, ma evidenziano una difficoltà nella gestione di determinati momenti della partita. Contro lo Shakhtar, peraltro, Bastoni aveva offerto fino a quel momento una prestazione positiva, garantendo solidità al reparto e guidando con attenzione i movimenti di Akanji e Carlos Augusto. Con l’ingresso di Bisseck, il difensore era stato successivamente spostato nel ruolo di braccetto, posizione nella quale sono arrivati, a pochi minuti di distanza, i due cartellini gialli che hanno determinato la sua espulsione.

Un epilogo inatteso per una gara che, sul piano tecnico, non aveva evidenziato particolari difficoltà individuali. Il problema è stato soprattutto mentale, legato alla capacità di controllare nervosismo e frustrazione di fronte alle provocazioni avversarie. Un aspetto sul quale Bastoni dovrà necessariamente lavorare, anche perché la sua esperienza e il suo peso all’interno della squadra gli impongono responsabilità sempre maggiori.

L’episodio si aggiunge a una serie di vicende che hanno reso il 2026 particolarmente difficile per il difensore nerazzurro. Dal caso Kalulu alle questioni extracampo, passando per la delusione con la Nazionale e arrivando all’espulsione contro lo Shakhtar, Bastoni ha vissuto mesi complicati, nei quali le qualità calcistiche sono state troppo spesso accompagnate da tensioni ed episodi negativi.

Adesso l’obiettivo sarà lasciarsi alle spalle anche quest’ultimo errore. L’Inter ha bisogno del miglior Bastoni per affrontare gli impegni decisivi della stagione, soprattutto in una Champions League nella quale ogni punto può fare la differenza. La vittoria contro lo Shakhtar ha evitato conseguenze immediate sul risultato, ma il prezzo dell’ingenuità sarà pagato contro il Feyenoord. E per Chivu, già alle prese con diversi problemi di formazione, non sarà un’assenza semplice da compensare.