Ci sono partite che un calciatore vorrebbe cancellare dalla propria memoria e altre che, invece, diventano il punto da cui ripartire. Per Alessandro Bastoni la sfida di Bursa appartiene alla seconda categoria. Sei mesi dopo la notte di Zenica, il difensore dell’Inter torna a vestire la maglia azzurra con l’obiettivo di chiudere definitivamente quella parentesi e trasformare una serata complicata in un nuovo punto di partenza.
Allo stadio di Bursa, l’Arena del Coccodrillo, Bastoni è apparso tra i più coinvolti durante la rifinitura. Sorrisi, applausi, incitamenti ai compagni. Un atteggiamento che racconta la voglia di voltare pagina dopo un periodo nel quale il suo nome è rimasto inevitabilmente legato a quell’espulsione e alle conseguenze della partita in Bosnia.
Mancini gli restituisce il posto
Il commissario tecnico Roberto Mancini ha parlato a lungo con Bastoni durante questi giorni di ritiro ed è orientato a riportarlo al centro della difesa. Non sarà esattamente lo stesso ruolo che il giocatore ricopre nell’Inter, perché il sistema a quattro richiede movimenti e letture differenti rispetto alla linea difensiva nerazzurra.
Ma la sostanza non cambia. Mancini considera Bastoni un elemento importante per costruire la nuova Italia e la sfida contro la Turchia può rappresentare il primo vero passo verso il rilancio.
Il difensore ha anche ricevuto attestati di stima dall’altra parte. Vincenzo Montella, commissario tecnico della Turchia, lo ha indicato tra gli uomini di maggiore qualità della Nazionale italiana, ricordandone il palmarès e l’esperienza accumulata ai massimi livelli.
L’Inter continua a puntare su di lui
La fiducia di Mancini non è casuale. Bastoni ha iniziato bene la stagione e sembra aver ritrovato quella sicurezza che negli ultimi mesi era stata inevitabilmente condizionata dagli errori commessi con la Nazionale.
Anche Chivu ha ricevuto segnali positivi dal difensore. L’Inter, nonostante disponga di alternative praticamente in ogni reparto e possa contare su una rosa profonda, non ha infatti inserito un nuovo giocatore specificamente nel ruolo di Bastoni.
Una scelta che racconta molto della considerazione di cui gode il centrale. In caso di necessità può essere utilizzato Carlos Augusto, ma il titolare naturale resta lui. Bastoni ha inoltre una caratteristica preziosa per qualsiasi allenatore: recupera rapidamente e sopporta bene le partite ravvicinate, diventando così uno dei giocatori meno condizionati dalle esigenze di turnover.
Se a Bursa non arriveranno problemi fisici o disciplinari, la prospettiva è quella di rivederlo in campo anche venerdì a Parigi contro la Francia. Una conferma importante della fiducia che lo circonda.
La prova di Bursa per cancellare Zenica
L’ambiente non sarà semplice. Le tribune dell’Arena del Coccodrillo possono creare pressione anche prima che lo stadio si riempia, figuriamoci davanti a un pubblico caldo e a una partita che per l’Italia pesa già sulla classifica della Nations League.
Bastoni, però, ha ormai esperienza sufficiente per gestire anche questo tipo di serate. Le sue 43 presenze con la Nazionale e 3 gol raccontano un percorso già importante, nonostante abbia ancora 27 anni.
E proprio Mancini è stato l’allenatore che lo ha fatto debuttare in azzurro, nel novembre 2020 contro l’Estonia. Pochi mesi dopo arrivò anche il titolo di campione d’Europa a Wembley.
Dall’errore alla responsabilità
Il ritorno in Nazionale ha quindi anche un significato simbolico. Bastoni deve trasformare l’episodio di Zenica in esperienza e non permettere che quell’errore continui a definirne il percorso azzurro.
I compagni lo hanno già sostenuto e l’ambiente nerazzurro non ha mai smesso di considerarlo un punto di riferimento. Ora tocca a lui restituire quella fiducia sul campo.
L’Italia che sta cercando di ripartire ha bisogno anche della sua esperienza. In una squadra che vuole valorizzare i giovani e costruire una nuova identità, Bastoni non deve più essere associato al problema di una notte, ma alla soluzione per il futuro. A Bursa comincia la sua seconda occasione.