Il 2026 di Alessandro Bastoni sembrava essersi rimesso sui binari giusti. Dopo mesi complicati, il finale di stagione aveva restituito al difensore dell’Inter il sorriso grazie al doblete conquistato in nerazzurro e alle immagini della festa per le vie di Milano, dove il suo nome è stato tra i più acclamati dai tifosi.
Sembrava la chiusura perfetta di un periodo difficile, l’inizio di una nuova fase. Invece, fuori dal campo, è arrivata una vicenda destinata a riportarlo al centro dell’attenzione: l’avviso di garanzia notificato dalla Procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta rete di prostituzione organizzata dall’agenzia Ma.De di Cinisello Balsamo, con l’ipotesi di reato di prostituzione minorile.
È un nuovo capitolo di un anno che, dal punto di vista personale, è stato costellato da episodi negativi. Il primo spartiacque risale al derby d’Italia di febbraio. L’Inter superò la Juventus 3-2, ma a monopolizzare il dibattito fu la simulazione di Bastoni che portò all’espulsione, poi molto discussa, di Pierre Kalulu. A far discutere non fu soltanto il gesto in campo, ma anche l’esultanza del difensore nerazzurro, giudicata eccessiva e poco sportiva.
Pochi giorni più tardi Bastoni scelse di metterci la faccia, intervenendo pubblicamente prima della sfida europea contro il Bodo. Le sue parole furono nette: “Ci tenevo a dire la mia versione, era giusto e doveroso metterci la faccia e spiegare le mie sensazioni visto che sono stato la persona più chiacchierata delle ultime ore. Quando ho sentito il contatto, ho accentuato la caduta per avere un vantaggio: lo dico senza problemi, e mi dispiace. Ma soprattutto mi dispiace per l’esultanza successiva. È stata molto brutta, figlia della trance agonistica: mi dispiace aver reagito così”.
Le scuse, però, non bastarono a spegnere le polemiche. Da quel momento Bastoni è diventato uno dei bersagli preferiti del pubblico avversario. Da Como a Lecce, passando per numerosi altri stadi italiani, ogni suo tocco di palla è stato accompagnato da una pioggia di fischi. Solo San Siro ha continuato a sostenerlo senza esitazioni.
Come se non bastasse, anche la parentesi con la Nazionale ha contribuito ad aggravare il bilancio dell’anno. Nel decisivo spareggio mondiale contro la Bosnia, disputato a Zenica, Bastoni è stato espulso al 42′ per un fallo da ultimo uomo su Memic. L’Italia, rimasta in inferiorità numerica per oltre un tempo, è poi crollata ai rigori, fallendo la qualificazione al Mondiale per la terza edizione consecutiva. Un’altra serata difficile da archiviare per il centrale nerazzurro.
Sul piano sportivo, il finale di stagione aveva comunque restituito serenità. Lo scudetto e la Coppa Italia conquistati con l’Inter avevano in parte cancellato le delusioni accumulate nei mesi precedenti. Anche la moglie Camilla aveva voluto celebrarlo con un messaggio pubblicato sui social: “Il successo più grande lo abbiamo costruito noi, nel silenzio delle nostre paure. Ci sono lacrime che nessuno ha visto, sono fiera di te”.
Adesso, però, il difensore si trova ad affrontare una questione completamente diversa, che esula dal rettangolo di gioco. Bastoni è il primo calciatore formalmente indagato nell’inchiesta sulla presunta organizzazione di escort e serate private gestita dalla società Ma.De. Nei prossimi giorni sarà ascoltato dagli inquirenti e avrà l’opportunità di chiarire la propria posizione. Saranno gli sviluppi dell’indagine a stabilire eventuali responsabilità.
Dopo mesi in cui aveva cercato di lasciarsi alle spalle errori, polemiche e delusioni sportive