Dopo le prime dieci gare della stagione, l’Atalanta si trova ancora alle prese con numerosi interrogativi, mentre le certezze sono poche. Tra queste, però, i due attaccanti, Scamacca e Krstovic. L’alternanza tra Krstovic e Scamacca sta dando risultati, visto che chi ha avuto l’opportunità di partire titolare è sempre riuscito a lasciare il segno. Il montenegrino ha colpito contro Venezia, con una doppietta, e Milan, mentre l’attaccante della Nazionale è andato a segno in Conference League contro il Pafos. Domani, nella sfida europea contro l’Ajax, potrebbe nuovamente toccare a Scamacca iniziare dal primo minuto, con l’obiettivo di proseguire una tendenza che Maurizio Sarri vorrebbe mantenere per tutta la sua prima stagione sulla panchina atalantina.
L’Olanda rappresenta una tappa particolare nella carriera di Gianluca Scamacca. Nel gennaio 2015, dopo aver realizzato 34 gol in 30 partite con i Giovanissimi Nazionali della Roma, si trasferì al Psv. L’esperienza a Eindhoven terminò senza l’approdo in prima squadra, dopo 22 presenze nei diversi livelli del settore giovanile. Scamacca tornò poi nei Paesi Bassi in prestito al Pec Zwolle, da agosto 2018 a gennaio 2019, quando apparteneva al Sassuolo: nessun gol in dieci presenze tra Eredivisie e Coppa. La sua ultima rete in terra olandese arrivò pochi mesi più tardi, con l’Italia Under 20, in un’amichevole persa 3-2. In quella partita giocavano anche Carnesecchi e Bellanova, mentre tra gli avversari c’era Owen Wijndal, che ritroverà domani con l’Ajax.
Dopo 8 anni, Scamacca torna dunque in Olanda per confermare i progressi sul piano fisico e nell’assimilazione delle idee di Sarri. Il gol decisivo in Ungheria contro l’Hapoel Tel Aviv nel ritorno del playoff e quello realizzato giovedì contro il Pafos testimoniano il suo buon momento.
La sfida riguarda anche Krstovic, avanti 4 a 3 nel confronto stagionale, con tutte le reti segnate in Serie A. L’ex Lecce ha iniziato con il piede giusto, risultando decisivo contro il Sassuolo, il Venezia e il Milan. Rispetto alla scorsa stagione, quando aveva chiuso con 10 reti in campionato a fronte dei 14 gol attesi creati, il montenegrino sembra ora sfruttare meglio le occasioni a disposizione.
Non sempre l’assenza di gerarchie chiare favorisce la crescita di una squadra, ma in questo momento l’alternanza funziona. Sarri può scegliere in base alle caratteristiche dell’avversario e alle condizioni fisiche, oppure schierare entrambi, come accaduto nel finale contro il Milan. In una fase complicata, poter contare su due attaccanti così rappresenta una risorsa preziosa.