Supercoppa Italiana

Supercoppa, Venezia e Tortona sfidano le big Milano e Bologna

Reyer e Derthona si contendono un posto in finale contro una tra Olimpia e Virtus: in palio c'è il primo trofeo della stagione

Supercoppa, Venezia e Tortona sfidano le big Milano e Bologna

La stagione non è ancora cominciata davvero, ma un trofeo è già pronto per essere assegnato. La Supercoppa italiana non è un antipasto né una semplice vetrina prima del campionato: è il primo titolo dell’annata e, in qualche modo, anche l’ultimo capitolo di quella precedente. Per vincerla bisogna essersela guadagnata sul campo, arrivando da campioni o finalisti.

Ed è proprio questo il fascino di una competizione che, pur essendo riservata a un’élite, può offrire una possibilità concreta anche a chi non parte con i favori del pronostico. Domani tocca a Venezia e Tortona, due progetti che negli ultimi anni hanno costruito ambizioni e continuità, ma che ora cercano il salto definitivo.

Una Supercoppa più aperta del campionato

I numeri raccontano il dominio delle due grandi del basket italiano. Negli ultimi sei anni e in nove delle ultime dieci edizioni la Supercoppa è finita nelle mani di Virtus Bologna o Olimpia Milano: tre successi bolognesi, sei milanesi.

Questa volta, però, una delle due finaliste uscirà necessariamente dalla sfida tra Venezia e Tortona. E qui sta l’occasione: una volta superata la semifinale, tutto si deciderà in una gara secca contro la vincente dell’altra sfida.

Un contesto molto diverso rispetto alla lunga corsa di un campionato o a una serie playoff. Non c’è da sostenere una stagione intera, né da sopravvivere a una serie di partite. C’è una sola partita da vincere. Per Venezia sarà campo neutro, mentre Tortona potrà contare sul vantaggio di giocare davanti al proprio pubblico.

Venezia, il trofeo che manca

Per la Reyer Venezia è l’occasione per completare una fase di crescita straordinaria. La squadra arriva dalla finale scudetto e vuole aggiungere un altro trofeo a un ciclo che ha già prodotto risultati importanti.

In bacheca manca proprio la Supercoppa, l’unico titolo ancora assente. L’ultimo trofeo conquistato dalla Reyer risale al 2020 e ora la società vuole provare a riaprire un ciclo vincente.

L’avvicinamento non è stato però privo di ostacoli. L’infortunio di Sir’Jabari Rice ha costretto il club a intervenire rapidamente, con l’arrivo di Erick Green. La squadra riparte dal quarto posto della regular season e soprattutto dalla finale playoff conquistata nella scorsa stagione.

La nuova Reyer di Spahija

Della squadra protagonista della cavalcata primaverile sono rimasti Tessitori, Candi, Parks, Wiltjer, Bowman e De Nicolao. Salutato Cole, la gestione del gioco passa soprattutto nelle mani di Glynn Watson, talento reduce da una stagione da 14,2 punti di media in Eurolega con l’Asvel.

Sotto canestro c’è curiosità per Enoch Boakye, 23enne canadese dal fisico imponente, chiamato a garantire quella presenza interna che lo scorso anno era mancata al fianco di Tessitori.

Dalla panchina arrivano inoltre l’azzurro Sasha Grant, prelevato da Cremona, e il nazionale tedesco Louis Olinde, due giocatori capaci di aggiungere fisicità dopo le partenze di Valentine e Wheatle.

La ricetta di Neven Spahija resta legata a ritmo e velocità: l’obiettivo è riuscire a mettere insieme tutti i nuovi pezzi senza perdere l’identità che ha portato Venezia fino alla finale scudetto.

Tortona, il trofeo per entrare nella storia

Dall’altra parte c’è un Derthona che gioca davanti alla propria gente e che arriva all’appuntamento dopo una campagna acquisti costruita per consolidarsi ai vertici.

Per Tortona la Supercoppa ha un significato ancora più grande: sarebbe il primo trofeo conquistato nella massima serie, il coronamento di una gestione che negli ultimi anni ha trasformato il club piemontese in una realtà stabile e ambiziosa.

Il colpo più atteso, Amar Alibegovic, non potrà ancora essere protagonista perché deve completare la squalifica legata al caso Trapani. Ma il roster costruito dalla società offre comunque numerose alternative.

Un Tortona quasi tutto nuovo

Intorno alla rivelazione Hubb, alla conferma di Pecchia e alla solidità dei lunghi Gorham e Olejniczak, è cambiato molto. E con l’obiettivo di alzare ulteriormente il livello.

In ala e sotto canestro arrivano giocatori con esperienza europea come Jallow, ex Virtus, ed Eboua, reduce dall’esperienza a Trapani. Dalla panchina ci sarà Bortolani, mentre per sostituire Vital e Manjon sono stati scelti l’ex cremonese Durham e soprattutto Dante Maddox, arrivato da Milano dopo l’esperienza in Belgio e affidato al lavoro di coach Fioretti.

Il talento non manca, ma insieme alle ambizioni arriva anche una pressione nuova. La piazza aspetta questo appuntamento e sa che la squadra può giocarsi una grande occasione.

Un’altra sfida dopo quella dell’anno scorso

C’è anche un precedente recente che rende ancora più interessante la semifinale. Nella scorsa stagione Tortona e Venezia si sono sfidate a lungo per il quarto posto in regular season. Poi il Derthona ha avuto la meglio in Coppa Italia, mentre la Reyer ha conquistato la rivincita ai playoff, nella serie arrivata fino alla bella.

Domani, però, non ci saranno classifiche da inseguire né serie da vincere. Ci sarà semplicemente un posto in finale.

Per Venezia significa provare a mettere il primo tassello di un nuovo ciclo. Per Tortona, l’opportunità di trasformare anni di crescita in un titolo storico. E sullo sfondo ci sono Milano, Virtus, Napoli, le ambizioni delle romane e il nuovo scenario di Eurolega e NBA Europe.

La Supercoppa non è ancora il campionato. Ma è già basket vero. E soprattutto, è già un trofeo.