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Sinner batte Djokovic con un triplo 6-4 e vola in finale a Wimbledon

Sinner: "Novak è un'ispirazione per tutti noi, sapevo di dover alzare il livello"

Sinner batte Djokovic con un triplo 6-4 e vola in finale a Wimbledon

Jannik Sinner è a un passo dalla storia. Il numero uno del mondo supera Novak Djokovic con un netto 6-4, 6-4, 6-4 e conquista la sesta finale Slam della sua carriera. Domenica, alle 17, affronterà Alexander “Sascha” Zverev con l’obiettivo di difendere il titolo conquistato lo scorso anno e diventare il decimo tennista nell’era Open a vincere Wimbledon per due stagioni consecutive.

Una prestazione da campione assoluto, preparata nei minimi dettagli. Sinner aveva studiato la semifinale con estrema cura, allenandosi con due sparring partner per simulare scambi ad altissima intensità e adattarsi alle difficili condizioni climatiche del caldo londinese. Djokovic, reduce dalla durissima maratona di oltre cinque ore disputata due giorni prima contro Felix Auger-Aliassime, ha pagato anche la fatica accumulata. Ma il merito principale è stato dell’azzurro, che ha finalmente mostrato la sua versione migliore, come aveva previsto Boris Becker: “Non abbiamo ancora visto il miglior Sinner perché non ne ha avuto bisogno”.

Dopo il ritiro al Roland Garros a causa del noto problema fisico, Sinner è tornato sull’erba di Wimbledon senza partite ufficiali nelle gambe. Gli sono serviti alcuni incontri per ritrovare il ritmo, ma in semifinale è apparso dominante. Ha chiuso il match con 16 ace, il 65% di prime di servizio in campo e l’88% dei punti vinti con la prima.

“Per me significa tantissimo”, ha dichiarato a fine partita. “Novak è un’ispirazione per tutti noi. L’ultima volta aveva vinto lui e abbiamo apportato alcuni aggiustamenti, anche se sull’erba è sempre complicato. Ho cercato di servire bene e di variare il gioco. Sapevo che sarebbe stato necessario alzare il livello e, grazie al lavoro del mio team, ci siamo riusciti.”

La partita

Il primo set si decide sul 4-4, quando Sinner strappa il servizio a Djokovic con uno splendido rovescio lungolinea dopo aver mancato una prima occasione per il break. Nel game successivo, nonostante il tentativo di rimonta del serbo, chiude il parziale per 6-4 dopo 40 minuti.

Nel secondo set l’equilibrio regna fino al 3-3. Sinner annulla i tentativi di pressione dell’avversario grazie a un servizio impeccabile e trova il break decisivo con una risposta vincente di diritto. Sul 5-3 infila tre ace consecutivi, confermando il controllo del match, e poco dopo conquista anche il secondo set senza concedere opportunità.

L’avvio del terzo parziale è ancora più convincente. Sinner mette subito sotto pressione Djokovic, ottiene il break dopo diverse occasioni e consolida il vantaggio. Il serbo prova a reagire e si procura una palla del controbreak, ma l’azzurro la cancella con un ace, confermando l’efficacia del servizio nei momenti chiave. Da quel momento gestisce il vantaggio con autorità, senza mai perdere lucidità.

Sul 5-4 arriva il momento della chiusura. Sinner apre il game con un ace, prosegue con uno smash vincente e un altro ace che gli consegna tre match point. Alla prima occasione utile mette fine all’incontro dopo due ore e venti minuti di gioco, conquistando con pieno merito la finale di Wimbledon.

Per Djokovic resta l’ennesima dimostrazione di orgoglio e competitività, ma anche la consapevolezza di aver trovato di fronte un Sinner ormai maturo, dominante e sempre più protagonista del tennis mondiale.