Indagato

Alessandro Bastoni indagato. Per i pm: “E’ prostituzione minorile”.

Bastoni, difensore dell'inter, ha ricevuto l’avviso di garanzia e sarà interrogato venerdì. La difesa: "Mai avuto rapporti con minorenni".

Alessandro Bastoni indagato. Per i pm: “E’ prostituzione minorile”.

Alessandro Bastoni è il primo calciatore formalmente indagato nell’inchiesta della Procura di Milano sul presunto giro di escort e serate organizzate dall’agenzia Made di Cinisello Balsamo. Al difensore dell’Inter è stato notificato un invito a comparire e venerdì sarà ascoltato dagli inquirenti. L’ipotesi di reato contestata è quella di prostituzione minorile, ma la sua posizione resta tutta da chiarire e sarà proprio l’interrogatorio, insieme agli ulteriori accertamenti investigativi, a delineare il quadro della vicenda.

L’inchiesta, coordinata dall’aggiunta Albertini e dalla pm Stagnaro, aveva già portato nelle scorse settimane all’audizione delle ragazze coinvolte. Secondo gli atti dell’indagine, il presunto episodio contestato a Bastoni risalirebbe al giugno 2020 e riguarderebbe un incontro con una giovane che all’epoca non aveva ancora compiuto 18 anni. Gli investigatori sarebbero arrivati al calciatore analizzando una serie di conversazioni sequestrate durante le indagini sull’agenzia, ritenuta dagli inquirenti il punto di riferimento per l’organizzazione di incontri e serate destinate a clienti facoltosi, tra cui diversi calciatori di Serie A e Serie B.

Tra gli elementi raccolti figurano alcuni messaggi attribuiti al pr Antonio Salomone e alla ragazza. In una conversazione, risalente alla notte del presunto incontro, la giovane avrebbe scritto: “Dormo qui e domani mi riaccompagnano a casa”. Secondo l’accusa, avrebbe trascorso la notte nell’abitazione del difensore nerazzurro nell’ambito di un incontro organizzato attraverso i collaboratori dell’agenzia. In un’altra chat, sempre secondo quanto emerge dagli atti, Salomone avrebbe informato Bastoni della disponibilità della ragazza, mentre ulteriori messaggi farebbero riferimento all’organizzazione di una cena e alla successiva serata. Tra questi compare anche la frase: “Ci sono posti per imboscarsi lì?”, attribuita al calciatore.

Accanto a Bastoni e a Salomone risultano coinvolti nell’indagine anche Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, ritenuti dagli investigatori ai vertici della presunta organizzazione e già agli arresti domiciliari con accuse che comprendono, tra le altre, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, oltre al riciclaggio.

Un elemento destinato ad avere un peso importante riguarda però la versione fornita dalla giovane. Ascoltata come persona informata sui fatti, avrebbe confermato di essere stata nell’abitazione del calciatore, negando però che tra i due vi sia stato un rapporto sessuale. Si tratta di un passaggio significativo che dovrà essere verificato dagli investigatori attraverso gli ulteriori riscontri raccolti nel corso dell’inchiesta.

Venerdì Bastoni si presenterà davanti ai magistrati accompagnato dal proprio legale, l’avvocato Scuto. Il difensore ha spiegato che decideranno solo in quella sede se rispondere alle domande degli inquirenti: “Non so se parleremo, è una convocazione al buio. Il mio assistito è molto scosso. Posso escludere che abbia mai avuto rapporti a pagamento, tantomeno con minorenni”, ha dichiarato.

Nell’ambito della stessa indagine la Guardia di Finanza ha notificato un invito a rendere sommarie informazioni anche ad altri tre calciatori – Daniel Maldini, Riccardo Calafiori e Kevin Bonifazi – che, allo stato, non risultano indagati. I loro nomi compaiono in alcune conversazioni acquisite dagli investigatori e saranno ascoltati per chiarire il contenuto di quei contatti. Le audizioni dovrebbero svolgersi nei prossimi giorni e non si escludono ulteriori convocazioni.

Sul piano sportivo, la Procura federale guidata da Giuseppe Chinè acquisirà gli atti dell’inchiesta, come avviene abitualmente in casi di questo tipo. Tuttavia, qualora venisse confermato che gli eventuali fatti contestati sono estranei all’attività calcistica, appare difficile immaginare conseguenze disciplinari nell’ambito sportivo. Per l’Inter resta soprattutto una vicenda delicata sotto il profilo umano e mediatico, mentre sarà l’evoluzione dell’indagine a stabilire eventuali responsabilità.